Lambrusco, a Reggio la vicepresidenza del maxi consorzio
Eletto il primo consiglio di amministrazione del nuovo ente Il modenese Biondi è presidente, Frascari sarà al suo fianco
REGGIO EMILIA. Il maxi consorzio del Lambrusco è realtà. Il nuovo perno della tutela e della promozione del vino emiliano più venduto al mondo ha dato il via ai lavori per la programmazione futura.
«Siamo di fronte a un risultato storico, a una svolta fondamentale per la tutela e la valorizzazione di un prodotto che rappresenta una delle grandi eccellenze del nostro territorio ed è fonte di reddito per migliaia di produttori e di lavoratori impegnati tanto in campagna quanto nelle strutture di trasformazione». A parlare è Alberto Lasagni, responsabile del settore agricolo e agroalimentare di Confcooperative, che commenta così la nomina del primo consiglio di amministrazione del Consorzio Tutela Lambrusco, la nuova realtà sovraprovinciale nata dalla fusione dei consorzi di tutela di Reggio Emilia, Modena e del Reno.
«Insieme alle nostre cantine sociali – osserva Lasagni – abbiamo intensamente lavorato in questi anni per giungere alla costituzione di una realtà che andasse a rafforzare il “sistema Lambrusco”, i suoi primati e le sue possibili ulteriori affermazioni. Con la nomina del consiglio di amministrazione, il nuovo Consorzio è pienamente operativo e può ora lavorare a beneficio di ben otto denominazioni, due delle quali (Reggiano doc e Colli di Scandiano e Canossa doc) fanno riferimento alla nostra provincia, dove sono insediate 26 cantine e poco meno di 7.000 viticoltori che avranno a riferimento la nuova realtà consortile».
Il via libera alla nascita del Consorzio Tutela Lambrusco era giunto il 28 settembre scorso dalle assemblee dei soci del Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena, del Consorzio per la Tutela e la Promozione dei Vini Dop Reggiano e Colli di Scandiano e Canossa e del Consorzio di Tutela Vini del Reno Doc.
Il pronunciamento era stato unanime, e da lì è partito il percorso che ha portato all’insediamento del primo consiglio di amministrazione. Alla presidenza è stato chiamato Claudio Biondi, già presidente del Consorzio di tutela del lambrusco di Modena, affiancato alla vicepresidenza da Davide Frascari, già presidente del Consorzio di tutela attivo nella nostra provincia.
«La nascita e l’avvio delle attività del nuovo consorzio interprovinciale – sottolinea Frascari – è un evento di straordinaria importanza, perché sancisce non solo il superamento definitivo di campanilismi che si erano comunque stemperati nel tempo, ma apre prospettive di lavoro inedite e importantissime in materia di tutela e promozione, unendo energie e risorse a favore di strategie comuni sia sul mercato interno che su quelli internazionali».
«Il procedere su linee comuni sulle denominazioni rappresentate – osserva Davide Frascari – consentirà anche alle 60 cantine aderenti di affinare al meglio le proprie specifiche strategie commerciali e di marketing, inserendole in un contesto di azioni certamente più efficaci in termini di promozione delle nostre doc».
Del primo consiglio di amministrazione del Consorzio Tutela Lambrusco – cui fa riferimento una produzione superiore ai 42 milioni di bottiglie – fanno parte, insieme al vicepresidente Davide Frascari, altri sei esponenti di cantine reggiane. Si tratta di Roberto Baccarani, Mauro Menozzi, Giorgio Medici, Franco Oleari, Ennio Prandi e Gisberto Reggiani.
Per le cantine modenesi sono presenti Fabio Altariva, Claudio Biondi, Sandro Cavicchioli, Anselmo Chiarli, Dante Chiletti, Lauro Coronati, Silvia Luppi, Carlo Piccinini, Luca Ragazzoni, Daniela Vaschieri e Marco Veroni. Per l’area del Reno è presente Ivan Bortot. —
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