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Omaggio ai sei partigiani uccisi a Ciano nel 1945

Da.Al.
Omaggio ai sei partigiani uccisi a Ciano nel 1945

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CANOSSA. Commemorazione in forma ridotta, come del resto impone il momento storico, ma comunque molto sentita quella andata in scena ieri davanti al cippo dei caduti, in via dei Martiri.

Il 26 gennaio 1945 furono in sei a essere trucidati. Erano Sergio Beretti di Reggio Emilia (medaglia d’argento al valor militare); Domenico Bondi di Villa Minozzo (medaglia d’oro e carabiniere, a cui è stata intitolata la caserma di San Polo); Fausto Burani di San Polo (partigiano); Carlo Pignedoli di Carpineti (partigiano); Aronne Simonini di Castelfranco Emilia (medaglia d’argento) e Giorgio Trenti di Castelvetro (partigiano).

«La nostra zona fu luogo di scontro tra nazifascisti e partigiani presenti nell’Appennino reggiano e parmense – ha detto Luca Bolondi, sindaco di Canossa, durante la commemorazione di ieri – e a Ciano d’Enza aveva sede un reparto antiguerriglia formato da militari tedeschi e militari fascisti. Ciano era diventato addirittura un luogo di carcerazione e in questo bosco, nel gennaio del 1945, vennero fucilati i giovani che oggi ricordiamo».

Come viene raccontato nel testo “Ciano per la Libertà 1859-1945”, «i massacri venivano solitamente compiuti poco più su del paese, sulla strada verso Rossena. Un testimone vide casualmente l’eccidio del 26 gennaio 1945. A Reggio Democratica fu dichiarato che, verso le 18, un gruppo di persone armate conducevano in direzione di Rossena sei partigiani. La neve era alta, i nazisti spingevano a forza i prigionieri con i calci dei “Mauser”. Uno cadde e si rialzò a fatica. Misero in fila i sei partigiani e li fulminarono con un colpo ciascuno».

L’amministrazione comunale di Canossa organizza ogni anno, in gennaio, una partecipata cerimonia che ricorda il loro sacrificio. Quest’anno la situazione attuale, con l’emergenza sanitaria da Covid-19, non ha permesso di celebrare con il dovuto merito questa ricorrenza. «Nonostante la drammaticità del momento, non ci possiamo esimere dal ricordarla e dal mantenerne viva la memoria», hanno spiegato dal Comune di Canossa.

Alla cerimonia erano presenti il comandante della compagnia carabinieri di Castelnovo Monti, capitano José Ghisilieri; il comandante della stazione di San Polo, maresciallo capo Giovanni Tondo; la polizia stradale di Castelnovo Monti con i comandanti Roberto Rocchi e Francesco Campi; la polizia locale dell’Unione Val d’Enza, con il comandante Stefano Gulminelli; l’Associazione nazionale carabinieri di San Polo, con il presidente Sandro Baschetti; l’Associazione nazionale marinai d’Italia e la sezione “Remo Valdessalici” di San Polo; l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, sezione di Canossa, con Erio Buffagni; i sindaci Franco Palù di San Polo e Tiziano Borghi di Carpineti; Dante Rabacchi per il Comune di Villa Minozzo e l’associazione Coro Canossa con il presidente Pierino Rossi e Aldo Gennari. —

Da.Al.

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