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Palamara racconta: «Il Pd reggiano sostenne la nomina di Mescolini»

Palamara racconta: «Il Pd reggiano sostenne la nomina di Mescolini»

Si riferisce al procuratore parlando delle chat intercettate. Citati anche Morlini e la cena all’hotel Champagne

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REGGIO EMILIA. Sta suscitando fior di polemiche il volume “Il sistema” – da ieri in libreria e pubblicato da Rizzoli – in cui Luca Palamara, radiato nell’ottobre 2020 dall’ordine giudiziario in seguito a un’indagine sul suo ruolo di mediatore all’interno del sistema delle correnti della magistratura, è incalzato dalle domande del giornalista Alessandro Sallusti.

Palamara nel libro parla – per la verità fugacemente – di due magistrati che operano in tribunale a Reggio Emilia. Si tratta del procuratore Marco Mescolini, nei cui confronti la Prima Commissione del Csm ha aperto una procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale sulla scia di un esposto presentato da quattro pm reggiani con al centro sia la chat del 2018 fra Mescolini stesso e Palamara con relative strumentalizzazioni politiche, sia la gestione della Procura.

Citato anche il giudice Gianluigi Morlini che è da tempo davanti alla sezione disciplinare del Csm per la vicenda della riunione notturna all’hotel Champagne di Roma del 9 maggio del 2019, in cui si incontrarono 5 consiglieri del Csm poi dimessisi, fra cui la toga reggiana (al tempo presidente della Quinta Commissione competente sulle nomine), i politici Luca Lotti e Cosimo Ferri, e lo stesso Palamara.

Racconta di Mescolini facendo riferimento alle intercettazioni della Procura di Perugia: «Il contenuto di quelle trascrizioni, come pure le chat e i messaggi estratti dal cellulare, è ormai noto, i giornali ne hanno pubblicati a centinaia. C’è di tutto – si legge nel libro – ma non c’è tutto. Penso, e sono solo degli esempi, alla nomina del procuratore di Reggio Emilia Marco Mescolini, fortemente sostenuto dal Pd locale».

Per Morlini, invece, il riferimento è solo alla sua presenza alla cena all’hotel Champagne, spiegando che «in totale sono 27 i magistrati coinvolti a vario titolo nelle chat di Palamara contro cui è stata avviata un’azione disciplinare».

In questo libro Palamara racconta cosa sia il “Sistema” che ha pesantemente influenzato la politica italiana.

«Tutti quelli – colleghi magistrati, importanti leader politici e uomini delle istituzioni molti dei quali tuttora al loro posto – che hanno partecipato con me a tessere questa tela erano pienamente consapevoli di ciò che stava accadendo» dice Palamara che ha presentato appello contro la decisione di radiarlo dall’ordine giudiziario. Il «Sistema», viene spiegato nel libro, «è il potere della magistratura, che non può essere scalfito: tutti coloro che ci hanno provato vengono abbattuti a colpi di sentenze, o magari attraverso un abile cecchino che, alla vigilia di una nomina, fa uscire notizie o intercettazioni sulla vita privata o i legami pericolosi di un magistrato».

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