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Da ristorante a mensa I fratelli Castano avviano le pratiche per il nuovo servizio

Luca Giuseppe Murrone
Da ristorante a mensa I fratelli Castano avviano le pratiche per il nuovo servizio

L’idea è venuta dall’appello dei sindaci Cavallaro e Daviddi «Avevamo 35 dipendenti, adesso siamo in sette»

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RUBIERA. Tra le diverse categorie maggiormente colpite dalla crisi sanitaria ed economica provocata dalla pandemia di Coronavirus, ci sono i ristoratori. Dopo tutte le restrizioni e i vari Dpcm che hanno imposto chiusure o restrizioni di orari, c’è chi ha dovuto chiudere per sempre il proprio locale e chi, a proprie spese, ha dovuto reinventarsi e adattarsi a questo difficile contesto storico.

Giuseppe e Walter Castano, due giovani fratelli e imprenditori di origini siciliane, nel 2019 hanno aperto il loro secondo ristorante a Rubiera, “La Corte 3.0”. I due fratelli hanno scelto di dare un nuovo servizio ai propri clienti proponendo quella della “mensa aziendale”.

Le restrizioni governative, però, hanno limitato questo tipo di servizi. Sono tantissimi gli enti, le istituzioni e le associazioni di categoria che si sono mosse a favore dei ristoratori per aleggerirne i problemi: dal governo con i decreto Ristori fino ai sindaci dei vari Comuni.

Proprio il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro, e il collega di Casalgrande, Giuseppe Daviddi, si erano fatti portavoce di queste proteste e richieste interpellando anche il ministro Speranza. «Noi, in accordo con il nostro avvocato, seppure potevamo tenere aperto come servizio mensa già da dicembre, non l’abbiamo fatto per rispetto dei nostri clienti», spiega alla Gazzetta Giuseppe Castano. Ora, però, dopo la mossa dei sindaci, il ristoratore fa sapere che il Comune di Rubiera ha dato il via – tramite il legale del ristoratore – alle pratiche per modificare le prestazioni del locale, così da consentire il “servizio mensa”, attività prevista dai decreti della presidenza del Consiglio. Un sospiro di sollievo, quindi, per uno dei tanti ristoranti che sta attraversando un periodo buio. I due ristoratori, da dieci anni nel settore, avevano ben due ristoranti a Rubiera. Uno di questi, il “Noi2” ha dovuto chiudere anche e soprattutto per il Covid che ha distrutto i sogni e i sacrifici di molti. Adesso sembra arrivare un po’ di luce per loro, ma non solo. Sono tanti, infatti, i “pendolari” rubieresi che, quotidianamente, hanno bisogno di un pasto caldo, e non sempre c’è chi può consumarlo in ufficio.

«Vogliamo offrire a chi non può sedersi a tavola o mangiare alla propria scrivania il servizio di sempre con la giusta sicurezza e distanza per tutti», commentano i fratelli Castano.

La possibilità di riaprire – grazie alla modifica del codice Ateco – come servizio mensa per il ristorante dei fratelli Castano, però, non è solo un bene per i clienti, ma anche per i dipendenti.

I due fratelli, dall’inizio della pandemia, hanno dovuto mettere in cassa integrazione diverse persone. «Nel 2019 – racconta Giuseppe Castano – avevamo 35 dipendenti, adesso siamo in 7». Numeri di crisi ma anche di chi, rispettando le leggi e spendendo tanti soldi di tasca propria per mettere tutto in sicurezza, prova a resistere. Anzi, vuole resistere. —

Luca Giuseppe Murrone

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