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la diatriba 

Gli ambulanti al Comune «Ci serve un bagno» Sidoli: c’è quello pubblico

Martina Riccò

A denunciare la situazione è il rappresentante dei venditori di piazza Fontanesi «Quello in via della Croce Bianca è lontano e affollato, non basta» 

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Martina Riccò

REGGIO EMILIA. «Abbiamo bisogno di un bagno, non possiamo stare otto ore senza andarci. E non possiamo mollare il nostro banco e andare nel bagno pubblico di via della Croce Bianca, è troppo lontano e c’è sempre la fila».

A parlare così, a nome degli ambulanti di piazza Fontanesi, è Giovanni Gabbi. Il problema, come da un anno a questa parte, è legato alla pandemia. «Prima del Covid ci appoggiavamo agli esercizi commerciali – spiega Gabbi – che tra l’altro d’inverno ci garantivano una pausa al caldo davanti a un caffè. Ma il decreto del governo ci impedisce di usarli». Gli ambulanti, adesso, sono costretti a ripiegare sui bagni pubblici.

«In realtà – spiega Gabbi – in altri comuni e paesi i vigili hanno dato il permesso ai baristi di far usare i servizi a noi ambulanti, mentre a Reggio possiamo solo andare nel bagno pubblico di via della Croce Bianca. Tutto bene, se non fosse che è molto lontano da piazza Fontanesi, e poi, essendo l’unico bagno pubblico aperto in città, nei giorni di mercato ci sono sempre file lunghissime per entrare. Non tutti lavorano in coppia, alcuni banchi hanno un solo operatore che non può allontanarsi per 20 minuti o più dalla propria postazione. E altri ambulanti hanno bisogno di usare il bagno spesso: faccio solo un esempio citando le persone che prendono la pastiglia per la pressione (leggasi diuretici)».

Prima di raccontare questo disagio alla Gazzetta, Gabbi ha contattato l’Ufficio del commercio su aree pubbliche, «ma sono stato regolarmente rimbalzato e non sono mai stato ricontattato, come invece mi era stato promesso». La proposta per risolvere questo problema, gli ambulanti di piazza Fontanesi ce l’hanno ben chiara: «Se proprio non si potrà fare nulla per accedere ai servizi degli esercizi commerciali, almeno che venga installato un bagno chimico in piazza».

Pronta la risposta dell’assessore al Commercio Mariafrancesca Sidoli, che mette i puntini sulle “i”: «Non è stato richiamato perché gli era stato chiesto di scrivere una mail per descrivere il problema. Lo facciamo con tutti, è un metodo che ho richiesto io e che ci permette di fare delle valutazioni prima di dare una risposta o programmare un incontro con i cittadini». Poi entra nel merito della questione: «Usare i bagni dei pubblici esercizi è impossibile in quanto, in zona arancione, sono aperti esclusivamente per l’asporto. Non lo abbiamo deciso noi, a stabilirlo è un decreto ministeriale, tra l’altro per motivi di sicurezza. Quindi o il via libera viene dalla Prefettura o è necessaria una deroga del governo che permetta di aprire gli esercizi pubblici per far usare i servizi... ma non mi sembra una cosa possibile».

Neanche la soluzione del bagno chimico, però, lo è: «Non possiamo installare un bagno chimico permanente in piazza Fontanesi, anche perché per farlo servirebbe l’autorizzazione della Sovrintendenza. E ripiegare su un bagno chimico removibile vorrebbe dire montarlo e smontarlo ogni giorno di mercato, con una spesa che ricadrebbe sulla collettività. Capisco il disagio degli ambulanti – aggiunge l’assessore – ma abbiamo fatto le nostre verifiche: la quasi totalità dei banchi può contare su ambulanti in coppia. Per andare incontro alle loro esigenze, poi, visto che è vero che il bagno pubblico in via della Croce Bianca serve tutto il centro storico, abbiamo esteso l’orario di apertura. Il lunedì, il mercoledì, il giovedì, il sabato e la domenica è accessibile dalle 8.30 alle 13, ma nei giorni di mercato dalle 8 alle 15. E poi tutti i pomeriggi dalle 15.30 alle 20». —

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