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Immagini porno alla riunione online La scuola denuncia «Non è una bravata»

Elisa Pederzoli
Immagini porno alla riunione online La scuola denuncia «Non è una bravata»

Lucia Valentini, dirigente scolastica, annulla gli altri incontri «Dovremo studiare modi più sicuri, ma non ci abbattiamo»

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Elisa Pederzoli

NOVELLARA. Una denuncia formale ai carabinieri e la determinazione a non liquidare quanto accaduto come una bravata. All’istituto comprensivo di Novellara – il giorno dopo l’hackeraggio con tanto di incursione con immagini porno trasmesse durante l’assemblea virtuale sul cyberbullismo a cui partecipavano non meno di 170 utenti – è quello della riflessione e delle azioni.

La dirigente scolastica Lucia Valentini ha pubblicato una nota di biasimo sul sito della scuola, in cui annuncia la denuncia (del resto, all’incontro era presente, e avrebbe dovuto intervenire, il comandante dei carabinieri della stazione di Novellara, Pasqualino Lufrano) e conclude: «Non ci arrendiamo a questi modi e restiamo convinti di voler riprendere il discorso rimasto in sospeso: il comportamento sconsiderato di qualche individuo non riuscirà a fermarlo; anzi, ne sottolinea la necessità».

«Abbiamo consegnato tutti i dati a disposizione alle autorità – conferma la professoressa – Mentre questa mattina (ieri, ndr) ci siamo collegati con la psicologa dello Sportello d’ascolto Chiara Salsi e le classi; un incontro limitato alla scuola, per parlare ai ragazzi, chiedendo loro di non considerare quanto accaduto come una bravata o una cosa spiritosa, ma di darne una lettura corretta. Ovviamente, ribadendo loro l’apertura all’ascolto».

Ovviamente, in queste ore si ragiona su chi potrebbe essere stato. Quanto accaduto a Novellara si è registrato anche in altre scuole italiane in questo periodo.

«Potrebbe essere stato chiunque – commenta la dirigente scolastica – Mi auguro che non siano della scuola. L’impressione è che fosse un gruppo coordinato, mentre uno entrava, l’altro usciva...».

Attraverso quelle utenze che si sono collegate alla riunione su Google Meet, prima hanno disturbato con versi e parolacce, quindi sono riusciti a trasmettere sui dispositivi degli utenti collegati immagini pornografiche. «Io in quegli istanti ero impegnata a fare uscire questi utenti dalla riunione, fino a quanto accaduto che ci ha costretti a chiudere tutto» confida.

«È un peccato perché la tecnologia, in questo contesto difficile, si presta a fare cose preziose per la comunità. Peccato che ci sia chi non coglie questo e, anzi, lo voglia svilire. Ma non dobbiamo abbatterci. Il tema del cyberbullismo lo riprenderemo, certo in altre modalità».

Gli incontri virtuali in programma nel calendario della scuola intanto sono stati cancellati, in attesa di poter utilizzare un sistema più sicuro, in cui questo genere di incursione non sia così facile da mettere in campo. —

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