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NOVELLARA 

Posata una pietra d’inciampo per ricordare Pietro Papi

Adr.Ar.
Posata una pietra d’inciampo per ricordare Pietro Papi

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NOVELLARA. L’unica pietra già posata. Il periodo pandemico ha bloccato gran parte delle attività pubbliche, comprese le consuete pose delle pietre d’inciampo, piccoli monumenti collettivi dedicati a vittime del nazismo, sistemate nell’ultimo luogo in cui queste persone hanno vissuto libere.

A Reggio Emilia il percorso, curato dall’istituto storico Istoreco per il Viaggio della Memoria, non si è fermato. Non ci sarà il viaggio, ma le ricerche per le pietre sono proseguite: otto cubetti verranno installati quando la situazione sarà più tranquilla mentre una è stata comunque posata ieri, per il Giorno della Memoria, a Novellara.

L’iniziativa, promossa dal Comune con Provincia e Istoreco, ha permesso di ricostruire la storia di Pietro Papi, 21enne artigiano, impiegato alla Slanzi, arruolato come marinaio all’avvio della guerra, catturato dai tedeschi dopo l’armistizio e deportato in Germania come Imi, internato militare italiano.

Pietro Papi è morto il 14 marzo 1945 nel campo di Gladbach, dopo un bombardamento alleato: gli Imi, infatti, non potevano usare i rifugi antiaereo durante gli attacchi. Il suo corpo, come scoperto pochi giorni fa, si trova nel cimitero militare italiano di Francoforte.

Papi viveva in via Roma e lì, sul selciato davanti a una casa privata costruita successivamente, si è tenuta la cerimonia, alla presenza del sindaco Elena Carletti, della vicepresidente della Provincia Ilenia Malavasi, del rabbino della comunità ebraica di Modena e Reggio, Beniamino Goldstein, e di Matthias Durchfeld ed Elisabetta Del Monte di Istoreco. Presenti anche le autorità militari locali e un nipote di Papi, figlio della sorella di Pietro, che ha raccontato come la sua famiglia sia stata segnata da questa dolorosissima perdita. —

Adr.Ar.

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