«Puntiamo tutto sui saldi»
Il via domani, con la paura di rimanere zona arancione
Rimandati a fine mese, con una partenza ritardata rispetto agli scorsi anni a causa della pandemia, domani in Emilia-Romagna inizieranno i saldi.
La speranza, afferma il presidente di Confesercenti Emilia Romagna, Dario Domenichini, «è che rappresentino una boccata d’ossigeno per i commercianti e gli artigiani, anche se non li metterà al riparo da un importante calo delle vendite».
I saldi, continua Domenichini, «sono da sempre un volano d’affari per l’economia dei piccoli negozi e un’ottima opportunità per i clienti di acquistare prodotti di qualità a prezzi molto vantaggiosi. Ci auguriamo che la scelta di fare iniziare i saldi a macchia di leopardo, con regioni che li hanno iniziati a inizio mese e altre che hanno aspettato la fine di gennaio, come noi, non renda meno appetibile un evento che attira solitamente molti consumatori».
La stagione dei saldi invernali è stata preceduta da due mesi di sconti e vendite promozionali che hanno consentito ai clienti di fare buoni affari ma, a causa delle varie restrizioni alla mobilità delle persone e alla chiusura degli esercizi commerciali all’interno delle aggregazioni commerciali, «non hanno raggiunto volumi adeguati». I negozi sono, dunque, ancora ben forniti di merce e gli sconti saranno molto interessanti e più consistenti.
«Naturalmente – continua Domenichini – ci aspettiamo che l’Emilia-Romagna diventi zona gialla perché altrimenti le restrizioni previste in zona arancione rischierebbero di fare da freno e limitare le vendite. A questo poi si aggiungono le limitazioni previste dalle domeniche ecologiche che ridurranno ulteriormente le possibilità di spostamenti sul territorio bloccando i diesel euro 4 e i benzina euro 2. Siamo consapevoli – afferma – che sono necessarie scelte vocate al rispetto dell’ambiente ma in questo periodo è a rischio la sopravvivenza di migliaia di imprese, e ci parrebbe ragionevole attenuare queste misure».
Stessa speranza in casa Confcommercio. «Con i saldi – spiega Marco Cremonini, presidente regionale – gli esercizi commerciali incassano la liquidità necessaria per pagare tasse, dipendenti, fornitori, affitti, costi fissi e utenze e sono in grado di far fronte agli investimenti necessari agli ordinativi delle nuove collezioni. E quest’anno il sostegno dei consumatori è determinante». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google