Tre amici portano la musica agli anziani delle case protette
L’iniziativa di Pietro Meglioli, Aroldo Rontaruoli e Sandro Teneggi, che suonano nelle Rsa della montagna per portare un po’ di allegria
Ventasso. Un inverno freddo e lunghissimo, senza possibilità di uscire e spesso senza nemmeno la possibilità di vedere i parenti per i rischi di essere contagiati. Una vita da “reclusi”, quella degli anziani ospitati nelle case protette.
E proprio sulla base delle condizioni che vivono molti anziani nelle case di riposo, soprattutto dell’Appennino, tre amici, capitanati da Pietro Meglioli di Casina, hanno deciso di andare ad allietare una giornata degli anziani con un po’ di musica, mantenendo le distanze di sicurezza per evitare ogni rischio, ma regalando una grande emozione a tutti loro.
L’ultima esibizione in ordine di tempo è avvenuta a Cereggio di Ramiseto. Il trio è composto da Pietro Meglioli, appunto, parrucchiere conosciutissimo nel suo paese, che suona l’armonica, il tamburello e propone anche un “ballo-spettacolo” con un’affascinante compagna di danze (un manichino, visto che in questo periodo non si può ballare troppo vicini ad altre persone); Aroldo Rontaruoli, camionista in pensione, fisarmonicista; Sandro Teneggi, operatore di un’azienda agricola, anche lui fisarmonicista.
«Andiamo nelle case di riposo – spiega Meglioli – con un po’ di musica e spettacolo per intrattenere gli ospiti e portare loro un po’ di quella “normalità” che questo periodo gli toglie a causa del Coronavirus. Spesso non possono avere nemmeno le visite di famigliari, parenti e amici, per tanti mesi. Durante l’esibizione – prosegue – naturalmente gli ospiti stanno a distanza: a Cereggio ci hanno soprattutto guardato e ascoltato al di là della vetrata della sala comune».
Conclude Meglioli: «Vorremmo anche lanciare un appello a chi fa un po’ di musica, affinché vogliano anche loro, come stiamo facendo noi, dedicare un’oretta o due agli anziani, esibendosi nelle case di riposo, con tutte le precauzioni del caso. Possiamo garantire che dando poco si riceve tantissima gratitudine».
L’esibizione si è conclusa con una promessa scritta anche su uno striscione: “Torniamo presto”. Alle volte basta poco per trasmettere solidarietà e felicità a tante persone. —
L.T.
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