«Amelia era la nonna di tutta la comunità» L’addio a 107 anni
Vetto. Sono stati celebrati ieri mattina a Rosano, dal parroco don Bogumil Krankowski, i funerali di Amelia Ferri, che mercoledì si è spenta serenamente, all’età di ben 107 anni.
Era una delle persone più anziane del territorio appenninico e dell’intera provincia. «Era un po’ la nonna della nostra comunità – ricorda il sindaco, Fabio Ruffini – e siamo tutti dispiaciuti della sua scomparsa. Era una donna straordinaria, che è stata sempre dinamica e lucida fino agli ultimi giorni». Amelia era nata da una famiglia di agricoltori, il 7 marzo 1913, a Rosano. Quando nacque, doveva ancora esserci la prima guerra mondiale, l’Italia era una monarchia, e non c’era ancora stata la terribile influenza spagnola che decimò milioni di persone. Come tante altre donne di montagna della sua generazione, Amelia per portare avanti la famiglia ha cambiato tanti lavori, ed è anche andata “a servizio” in città, a Milano, come collaboratrice domestica.
Una volta sposata con Domenico Magnani (nel 1941) e rientrata a Rosano, ha sempre aiutato il marito nei lavori agricoli, ma faceva anche la lavandaia da famiglie del posto. Ha sempre vissuto nel borgo vettese con la figlia Paola, il genero Renato Ivo Cavalletti, il nipote Mauro e sua moglie Barbara Menichetti, ma anche con nipoti e i pronipoti Chiara e Federico. Poco tempo fa le era stato chiesto se aveva dei segreti di lunga vita. Diceva: «La colazione sempre con una zuppa di caffèlatte, poi una scodella di acqua di rubinetto, negli altri pasti quello che c’è, ma sempre un bicchiere di buon vino nostrano». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google