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Il prefetto di Reggio Emilia Iolanda Rolli: «Denunciate gli usurai»

La crisi causata dal Covid porta le imprese ad affidarsi agli strozzini per sopravvivere


31 gennaio 2021


REGGIO EMILIA. La crisi economica provocata dalla pandemia Covid sta rafforzando, anche in provincia, un fenomeno pericoloso: quello dell’usura. Un problema prioritario fra le questioni all’ordine del giorno sul tavolo della prefetta di Reggio Emilia, Iolanda Rolli.

Quanto è vasto il fenomeno in provincia, territorio tutt’altro che esente dalle infiltrazioni della criminalità organizzata?
«Una delle conseguenze più odiose e gravi della crisi sanitaria che stiamo vivendo è la fragilità di famiglie e imprese rispetto al rischio usura. Il livello di attenzione è elevatissimo ma l’unica soluzione resta comunque la denuncia, nella certezza che sarà garantita la massima riservatezza. Non si deve aver paura di segnalare alle forze dell’ordine chiunque si proponga per prestiti di denaro con modalità anomale o per l’acquisizione di imprese o quote societarie».

Quanto ha pesato la pandemia?
«L’impatto economico del Covid è devastante, e le organizzazioni criminali riescono con più facilità ad agganciare famiglie, esercenti e imprenditori che hanno bisogno di liquidità. Un’aggressione continua alla libertà e alla vita civile della comunità in grado di inquinare fortemente il nostro sistema produttivo e speculare sulle fragilità delle famiglie. L’emergenza sanitaria è stata accompagnata da una inesorabile recessione, al progressivo blocco, temporaneo ma prolungato, di molte attività economiche necessario per arginare la pandemia. I consumi hanno risentito fortemente dell’impossibilità di realizzare acquisti fuori casa a svantaggio di settori quali l’abbigliamento, i servizi ricreativi, i servizi ricettivi e quelli della ristorazione. Le mancate entrate determinate dalla compressione dei fatturati potrebbero addirittura mettere a repentaglio la sopravvivenza di intere filiere produttive. In altri termini, la crisi di liquidità può ragionevolmente trasformarsi in un problema di solvibilità, anche per imprese che prima dell’epidemia avevano prospettive e bilanci solidi».

E in questo contesto si inseriscono gli usurai.
«L’usura è un fenomeno criminale sommerso, subdolo e difficile da individuare poiché presuppone che sia la vittima stessa a richiedere l’erogazione del prestito e a ritenere il prestito usuraio come una provvidenziale azione di sostegno. Per questo motivo è particolarmente complesso valutarne la dimensione. A causa del legame tra l’usurato e l’usuraio questo tipo di reato emerge solo nel caso di denuncia da parte della vittima e molto spesso avviene a distanza di anni, quando i tassi elevati impediscono di rifondere il prestito e la vittima arriva a comprendere che l’usuraio è tutt’altro che un benefattore. Lo strisciante pericolo sotteso alla crisi attuale, i cui effetti di impoverimento saranno evidenti nell’immediato futuro, espongono il tessuto economico locale a essere più facile preda di manovre di avvicinamento da parte della criminalità organizzata. Siamo in una fase storica in cui il denaro sporco viene investito in attività apparentemente lecite, capaci di resistere ad ogni difficoltà finanziaria, e questo evoluto modello di illegalità, che oggi può avvalersi della complicità di “insospettabili”, può immaginare operazioni di apparente salvataggio di aziende in difficoltà».

Quali sono le attività più esposte a questo tipo di pericoli?
«Tutte le attività economiche e i singoli soggetti sono possibili vittime dell’usura. La crisi ha colpito in modo asimmetrico le varie categorie. Le attività maggiormente esposte al fenomeno dell’usura sono quelle in cui si riscontrano assieme l’esigenza di ottenere denaro contante, la necessità di averlo in breve tempo e l’impossibilità di rivolgersi al circuito legale del finanziamento. È evidente a tutti che le imprese della ristorazione e del commercio, anche in questo territorio, affrontano significative difficoltà causate dal lockdown. Le associazioni di categoria lamentano contenute possibilità di accedere al credito e limitati ristori rispetto alle perdite di cassa patite».

Spesso l’usura è il grimaldello con cui le organizzazioni criminali riescono a mettere le mani su attività. Esiste un collegamento con le false fatturazioni, oggetto anche recentemente di inchieste importanti nel Reggiano?
«Le indagini e le sentenze giudiziarie che hanno visto protagonista la nostra provincia hanno svelato uno dei meccanismi attraverso i quali la criminalità organizzata penetra il tessuto economico sano per riciclare l’enorme quantità di denaro liquido a disposizione. Anche se nelle più recenti inchieste alle quali fa riferimento non è stato intercettato il fenomeno dell’usura, il meccanismo dell’emissione di fatturazioni per operazioni inesistenti è uno dei tanti, il più immediato e semplice, attraverso cui la criminalità organizzata ricicla il proprio denaro. Non va sottovalutato il danno causato da aziende controllate dalla criminalità organizzata a intere filiere produttive a causa della concorrenza sleale, potendo applicare tariffe fuori mercato grazie al denaro illecito. La falsa fatturazione può nascondere pagamenti di natura illecita ma può essere, anche, utilizzata per ottenere rapidamente liquidità e per coinvolgere persone in difficoltà economica nel sistema della falsa fatturazione. In alcune attività investigative, per esempio le operazioni “House of Cards”, è emerso che persone bisognose di denaro sono state inserite all’interno del sistema delle false fatturazioni, generalmente con il ruolo di intestatari fittizi di società cartiere».

Esiste però il “Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso”, gestito dal Consap, che permette di accedere a contributi economici. Per le vittime dell’usura la domanda per l’accesso al Fondo va presentata alla Prefettura.
«Esatto. Chi ha subito danni, alla persona o alla propria impresa, a causa del racket o dell’usura può ricevere a titolo di risarcimento un contributo del Fondo di solidarietà. In ogni prefettura è presente un referente che può fornire informazioni e sostegno per presentare la richiesta dei benefici economici. Accedendo al “Portale delle domande di accesso al Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura” può essere presentata la domanda a un servizio online attivo tutti i giorni dalle 7.30 alle 22. In questa provincia i pochi episodi di estorsione verificati sono risultati fatti isolati, non sintomatici di condizionamenti da parte della criminalità organizzata, così come di lieve entità sono i casi di usura scaturiti prevalentemente da querele all’indirizzo di istituti di credito (usura bancaria, ndr)».

Cosa sta facendo la Prefettura per contrastare il fenomeno dell’usura? Come può essere aiutato un imprenditore o un commerciante caduto nelle mani degli usurai?
«La capacità attrattiva del territorio provinciale data anche la sua posizione geografica di centralità, che lo rende potenziale snodo di traffici illeciti, per interessi criminali rivolti a riciclare e reinvestire denaro sporco impone, nell’attuale scenario, l’assoluta necessità che venga presidiato in modo deciso il sistema economico-finanziario e che siano attivate le migliori strategie per di individuare ogni segnale di possibile inquinamento da parte di consorterie criminali. Va scongiurata, cioè, l’eventualità che le attuali difficoltà e le conseguenti esigenze di rilancio dell’economia costituiscano un pericoloso volano per possibili infiltrazioni criminali nei segmenti del tessuto produttivo, con l’evidente rischio di un aumento significativo di alcune condotte illecite quali, ad esempio, proprio l’usura. Accanto all’attività di contrasto, garantita dalle forze di polizia, viene svolta un’azione di prevenzione attraverso una costante attività di ascolto, dialogo e confronto con gli attori istituzionali, i rappresentanti delle parti produttive e del sistema finanziario e creditizio al fine di agevolare l’accesso agli strumenti di sostegno alle famiglie e alle imprese in momentanea difficoltà. La Prefettura riattiverà, insieme ad Abi, Camera di commercio e Ordini professionali l’Osservatorio sul credito per affinare la collaborazione con tutto il sistema provinciale. Saranno implementati i punti di ascolto quali autentiche sentinelle sul territorio, in modo da creare un sistema di rete e superare le difficoltà acuite dalla crisi pandemica». —
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