Morto Franco Vecchi storico artigiano della Casa della Sedia
Era il titolare e fondatore del negozio di via Papa Giovanni XXIII, specializzato nella riparazione dell’usato e nella vendita del nuovo. Aveva 63 anni
REGGIO EMILIA. Si è spento alle quattro della notte tra venerdì e ieri, nella sua abitazione di via Fratelli Rosselli, Franco Vecchi, 63 anni, titolare e fondatore della Casa della Sedia di via Papa Giovanni XXIII, specializzata nella riparazione dell’usato e nella vendita del nuovo.
Un negozio storico, esistente da oltre cinquant’anni, che ora rischia di sparire insieme a lui. «Saremo costretti a chiudere, a meno che qualcuno non sia interessato a subentrare nell’attività – commenta la figlia Silvia, provata dalla morte del padre –. Purtroppo riparare sedie è un tradizione che si perderà: non assicura più il guadagno di un tempo e non c’è più nessuno in grado di farlo».
Reggiano doc, Franco Vecchi era molto conosciuto in città per la sua attività artigiana che conduceva da decenni. Ha passato la sua vita nel negozio fondato dal fratello Mauro, che lui ha acquisito proseguendo da solo nel 2008.
Un’attività storica, iniziata nel dopoguerra in modo artigianale con maestri nella riparazione di sedie in legno e sedili in paglia di Vienna, nonché nel rifacimento di vecchie impagliature “fatte a mano come una volta” e ricambi di sedili impagliati e imbottiti.
Per stare al passo con i tempi, il negozio aveva iniziato anche a vendere modelli nuovi: sedie di qualità, di designer italiani. Negli ultimi anni, l’avvento del web e la concorrenza spietata di internet hanno messo in difficoltà l’attività del negozio, che tuttavia rimaneva l’unico luogo, in città, dove ci si poteva rivolgere per restaurare vecchi mobili, magari spuntati dalla soffitta di casa, o per sedie di pregio danneggiate: un punto di riferimento per i reggiani, che Franco gestiva con competenza e passione.
Finché, il primo luglio dell’anno scorso, il 63enne – dopo essere stato colto da malore – era stato ricoverato per un mese in ospedale.
La parabola dalla diagnosi di un male terribile al calvario delle pesanti cure è durata pochi mesi: nonostante fosse un lottatore, nell’ultimo mese – trascorso a casa, circondato dall’affetto amorevole della moglie Anna Sassi, dipendente del Comune di Reggio, e dei figli Silvia, docente dell’istituto superiore Don Zeffirino Iodi, e Giulio – le sue condizioni di salute si sono via via aggravate.
La sua abilità nel biliardo (“stecca”, la definiva lui) e il campionato vinto da giovane erano un pallido ricordo, così come l’altra sua passione, quella della pesca, che lo aveva portato a trascorrere le intere domeniche sui tanto amati laghi alpini.
Gli amici lo ricordano come una persona generosa, disponibile e allegra, in sella alla bici con qualsiasi clima.
«Franco era una persona di cuore, un uomo onesto e con un’indomabile voglia di fare. Per le persone che gli stavano a cuore, faceva il diavolo a quattro pur di poter essere utile: dispensava consigli, suggerimenti, “urlava” critiche, purché costruttive. Insomma una persona alla quale non si poteva non voler bene e affezionarsi. Oggi Franco non c’è più: restano la sua lezione, il suo sorriso, la capacità di lavoratore instancabile, la montagna di cose che è riuscito a fare», lo ricorda il genero Luca.
Franco Vecchi lascia nel dolore anche i fratelli Nano e Mauro, i nipoti e i pronipoti.
I congiunti hanno voluto ringraziare in modo particolare il medico di famiglia Cinzia Masellis e i dottori del Core e della Radioterapia dell’ospedale Santa Maria Nuova.
Le esequie verranno celebrate domani con partenza alle ore 8.45 dalla sede delle onoranze funebri Reverberi (via Terezin 21) al cimitero Nuovo di Coviolo dove, dopo una breve benedizione, il feretro resterà in attesa di cremazione.
Per chi volesse dare un ultimo saluto a Franco Vecchi, oggi la camera ardente delle onoranze Reverberi sarà aperta con i seguenti orari: ore 9-12 e 15-17. —
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