Armi e munizioni, il giudice scarcera il contadino 41enne
L’agricoltore resta indagato e ora ha l’obbligo di firma La difesa: «Ha ammesso i fatti dando una spiegazione sostanzialmente plausibile»
san polo. Non è più in carcere a Reggio Emilia l’agricoltore 41enne Oscar Fontanili che, per festeggiare l’anno nuovo, aveva sparato in aria alcuni colpi di arma da fuoco, ma non poteva detenere armi, in base a un provvedimento emesso dalla prefettura nel 2009.
Scarcerazione – dopo tre giorni in cella – decisa dal gip Luca Ramponi al termine dell’udienza di convalida dell’arresto. Per l’indagato la pm Valentina Salvi (titolare del fascicolo) ha chiesto gli arresti domiciliari, mentre la difesa (cioè l’avvocato Noris Bucchi) una misura restrittiva meno afflittiva, poi individuata dal gip Ramponi nell’obbligo di firma una volta alla settimana nella caserma dei carabinieri di san Polo. «Il mio assistito ha ammesso i fatti – spiega l’avvocato Bucchi, contattato dalla Gazzetta – fornendo sostanzialmente una spiegazione plausibile della vicenda. In accoglimento alla nostra richiesta, il giudice ha applicato la misura cautelare che ha ritenuto più proporzionale al fatto».
I carabinieri hanno sequestrato al 41enne quattro fucili calibro 12 che appartenevano allo zio morto nel 2015; un fucile calibro 12, non censito in banca dati; una pistola scacciacani; quattro cartucce calibro 12 e quattro cartucce calibro 3006 con relativo caricatore. I militari, in precedenza, hanno vagliato una segnalazione secondo la quale l’agricoltore, lo scorso primo gennaio, aveva dato il “benvenuto” al 2021 esplodendo in aria alcuni colpi di arma da fuoco. Una segnalazione che allarmava i carabinieri, anche in considerazione del divieto a detenere armi risalente al 2009. La perquisizione domiciliare ha poi confermato i sospetti.
Fra l’altro è la seconda volta – in pochi giorni – che il contadino si mette nei guai: era stato messo agli arresti domiciliari sempre dai carabinieri di San Polo d’Enza per furto di energia elettrica sottratta dalla rete pubblica attraverso un allaccio abusivo. Poi il pm Iacopo Berardi – che ha coordinato quella indagine – aveva rimesso in libertà l’agricoltore.
E ora su Fontanili pendono in Procura due indagini separate – per furto e detenzione illegale di armi e munizioni – che si incamminano verso la chiusura. —
T.S.
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