«Continuiamo a stare attenti anche con maggiori libertà»
Da domani Reggio è “gialla”, i baristi esultano poi lanciano un appello
Martina Riccò
REGGIO EMILIA. «Mi raccomando, abbiamo imparato la lezione no?». I baristi reggiani festeggiano l’entrata in “zona gialla” ma si rivolgono a tutti chiedendo «di usare la testa».
È l’appello di chi, per colpa di questa pandemia, si è ritrovato in ginocchio, eppure non ha ancora voglia di mollare.
È sabato mattina, il centro storico di Reggio è invaso dalle persone. La via Emilia è un fiume in piena, mascherine bianche, rosa, nere e azzurre galleggiano tra una chiacchiera e l’altra, immaginando quando – chissà quando – potranno finalmente lasciare spazio ai sorrisi.
Sono iniziati i saldi, ma questo non sembra attirare l’attenzione del popolo della “vasca”. Invece davanti ai bar ci sono file lunghissime. Sembrerebbe quasi uno scorcio d’America, se non fosse che il pensiero vola subito al Covid e non alla statua della libertà.
Chissà se le persone in attesa di un cappuccino o un espresso da asporto – ragazzi e ragazze, ma anche mamme e papà con bimbetti al seguito, signori e signore e più attempati – stanno pregustando i caffè di domani, quando, cioè, si potrà finalmente entrare nei bar, sedersi, ordinare. Dalle 5 alle 18, bar e ristoranti saranno aperti anche per le consumazioni in loco, fino alle 22 resteranno il servizio di asporto e la consegna a domicilio. Con il “giallo” si potrà tornare anche a visitare musei e gallerie d’arte, mentre restano chiusi teatri, cinema, palestre e piscine.
«Siamo contentissimi di poter riaprire – esulta Alessandro Assad del Caffè del Monte – speriamo che sia una cosa duratura e che le persone non ripetano gli errori commessi in passato. In gennaio siamo stati in “zona gialla” solo due giorni, è stato un mese difficile, le persone sono cambiate, ed è cambiato il nostro lavoro. Credo che ci vorrà un po’ di tempo per riabituarci, ma l’importante è che rispettiamo le regole».
«No! Torniamo in zona gialla? Ma come faccio? Mi ero abituato all’arancio – scherza Roberto Immovilli del Caffè Europa – A parte gli scherzi: era ora! La speranza è che le persone abbiano imparato la lezione, e che i locali siano non corretti... di più. Siamo tra i più penalizzati, dovremo essere super accorti. Ma poi è importante per tutti, per la comunità. Abbiamo capito come funzionano i contagi, no? Allora stiamo attenti». —
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