«Ex biblioteca, chi ci ha votato non voleva il vostro progetto»
Piccata replica del sindaco al Pd sull’insediamento nella sede della polizia locale «Abbiamo rimesso in disponibilità quei 500mila euro che erano stati vincolati»
CASALGRANDE. «L’utilizzo dell’ex biblioteca di via Moro? Chi ci ha votato non lo ha fatto con l’aspettativa che si desse forma al progetto di riqualificazione proposto dal Pd».
Rivendica le scelte della sua amministrazione sul futuro del grande edificio di via Aldo Moro a Casalgrande, il sindaco Giuseppe Daviddi. Nelle scorse settimane è stato annunciato che il complesso – inutilizzato dopo il trasferimento della guardia medica e delle associazioni sanitarie Ema e Avis – diventerà la sede centrale della polizia municipale dell’Unione Tresinaro Secchia, attualmente con base a Scandiano. Una porzione del palazzo verrà comunque destinati a progetti di animazione sociale e culturale, quelli elaborati dalla precedente amministrazione con un percorso partecipato. La scorsa settimana le opposizioni Pd e 5 Stelle hanno presentato insieme un’interrogazione, discussa nella serata del 28 gennaio. Nel suo intervento di risposta, ha ricordato la contrarietà della sua lista civica alla soluzione individuata in precedenza.
«Chi ci ha votato non riteneva di certo strategico quell’intervento e nutriva, come noi, forti perplessità sulle capacità di autosostentarsi di un progetto così ambizioso. Chi ci ha votato lo ha fatto condividendo anche le nostre forti critiche sulla modalità e sul costo sostenuto per il riacquisto di una struttura che era già appartenuta al Comune e che si era deciso di cedere. Costo pari a 650.000 euro, colgo l’occasione per ricordarlo», ha sottolineato richiamando il proprio voto contrario come consigliere. E vi erano perplessità anche «sulla volontà delle liste a sostegno dell’ex sindaco Vaccari, Pd in primis, i destinare ulteriori 500.000 euro per portare a termine un progetto che semplicemente ancora non esisteva». Per questo, «il nostro primo atto è stato quello di rimettere nelle disponibilità dei cittadini parte del mezzo milione di euro che era stato sulla carta vincolato alla Big house (ex biblioteca). In quel momento le priorità della nostra amministrazione erano altre e le abbiamo portate avanti». Anche perché «vi sono già fin troppi locali pubblici che gravano sulle casse del Comune e che nell’ottica di entrate che verosimilmente saranno sensibilmente inferiori a quelle attuali è nostro preciso dovere». —
Adr.Ar.
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