Frana a Roncovetro viene mobilitata la Protezione civile
Lo smottamento è vicino alla strada, a 60 metri dall’abitato Il sindaco: «È collegata a uno storico fronte, molto ampio»
canossa. Un nuovo fronte franoso si è aperto nella giornata di ieri e ha fatto scattare la mobilitazione della Protezione civile in località Roncovetro di Canossa. È collegato alla storica grande frana che scende giù dalla collina per oltre un chilometro e mezzo e da tempo è monitorata dagli esperti, non senza continuare a preoccupare, dato il suo continuo, anche se lento, movimento.
L’allerta è scattata ieri dopo le segnalazioni dei residenti della frazione di Canossa. «Si tratta di un piccolo fronte franoso che non insiste sul centro abitato, ma è a 60 metri dal centro stesso, vicino a una delle strade di collegamento alla frazione – spiega il sindaco Luca Bolondi –. Per questo è stata mobilitata la Protezione civile. La frazione non rischia, per ora, l’isolamento. Questa nuova frana è collegata alla storica frana di Roncovetro, studiata da Giovanni Bertolini, e tutt’ora tenuta sotto stretto monitoraggio, che continua a preoccupare e non poco. Sta continuando infatti a mangiare pezzi di bosco e di terreno senza che si possano trovare soluzioni, in un’area di pregio e meta anche di escursioni».
La frana di Roncovetro, come si legge in uno studio di Bertolini, scava il versante meridionale del Monte Staffola dalla sua cima sino alle acque del torrente Tassobbio, dove forma un piccolo lago, ed era già nota nel 1907, con il nome di Lavina di Roncovetro. «Per quel che ne sappiamo – scrive Bertolini – le fattezze morfologiche di essa non erano così evidenti più indietro nel passato, giacché le più antiche cartografie che abbiamo (datate al 1821, 1828 e 1858) non la rappresentano. La rapida evoluzione di questa frana durante il secolo passato è anche dimostrata da recenti documenti e immagini. In particolare, è evidente la rapida retrogressione del coronamento, che oggi coinvolge addirittura la vetta del monte Staffola». —
M.F.
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