«Ha detto che doveva controllare l’acqua Spingeva per entrare»
Giacinto Barbieri, 78 anni, racconta il tentativo di furto subito «Quando non l’ho fatto entrare, poteva finire male»
Ambra Prati
CORREGGIO. «Quando mi hanno chiesto in quanti siete in casa, ho mangiato la foglia e ho capito che erano dei delinquenti».
Giacinto Barbieri, ex casaro, 78 anni, è sfuggito alla trappola di truffatori che, con la scusa di dover controllare le tubature dell’acqua, hanno tentato di introdursi a casa sua a forza. Per fortuna il pensionato è riuscito a metterli in fuga. L’anziano abita da solo in un’abitazione di proprietà in via Argine a Fazzano, una lunga e stretta strada di campagna nella frazione di Correggio. Venerdì scorso verso le 10.30 l’accaduto. «Ho sentito il cane che abbaiava e ho visto una macchina bianca ferma nel cortile, ma non ci ho fatto caso finché non ho sentito suonare il campanello» racconta.
Si è presentato uno sconosciuto sui 30-35 anni, mentre il collega (il palo, che evidentemente avrebbe rubato mentre il proprietario veniva distratto) è rimasto alla guida. Il presunto tecnico non aveva né mascherina, né un documento riconoscitivo, né una vettura con il logo di qualche distributore di energia; era invece dotato di un piccolo strumento, a suo dire per verificare i parametri, e di un woki toki sulla giacca, si presume per comunicare con il complice in auto. Italiani «dall’accento emiliano«, li ha descritti Barbieri.
«Il giovane mi ha detto che si era verificato un incidente: un camion pieno di cemento aveva impattato contro la cisterna dell’acquedotto, perciò lui doveva controllare le tubature perché l’acqua potabile poteva essere inquinata. Alla domanda “quanti siete in casa” però mi sono allarmato: non c’entrava nulla con il discorso che stavamo facendo. Ho subito risposto “no tu non entri”; a quel punto il tizio ha insistito e ha iniziato a tirare la porta» va avanti. Si è sfiorata la colluttazione, con il pensionato che è riuscito a chiudere e a dirigersi verso il telefono, mentre udiva l’auto sgommare via. «I carabinieri di Correggio mi hanno confermato che non vi era alcun danno all’acquedotto e hanno raccomandato di non far entrare in casa nessuno. Questo lo so, ma non sai mai come possano reagire: se quell’uomo veniva dentro poteva finire male, sono un ex cacciatore e ho il fucile in casa. Sono stanco di aver a che fare con dei delinquenti» si sfoga. Non è la prima volta che il 78enne viene preso di mira. «È capitato anche anni fa: prima mi ha chiamato un uomo dicendo che sarebbero venuti a controllare l’acqua, poi una donna, alla fine non si è presentato nessuno e comunque sarei stato pronto» va avanti. «Purtroppo mio padre non ha fatto in tempo ad annotare il numero della targa e io sono arrivato un’ora dopo, altrimenti avrei potuto scattare una foto», ha commentato il figlio Andrea, subito accorso. Il padre è concorde nella volontà di rendere pubblico l’accaduto per evitare ad altri simili disavventure.
«È stata una visita mirata: ho chiesto ai vicini e pare che siano venuti solo da me perché sapevano che ero solo – ha concluso Giacinto Barbieri – Ma bisogna stare in guardia, può succedere a chiunque». —
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