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CASTELNOVO MONTI, Le Cicogne 

«No all’alibi-pandemia per il punto nascite»

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CASTELNOVO MONTI. «A seguito delle dichiarazioni del presidente Bonaccini sull’ascolto dei territori e l’esigenza di agire senza usare la pandemia come alibi», il comitato “Salviamo le cicogne di montagna”, tramite la portavoce Nadia Vassallo, richiama il presidente della Regione Emilia Romagna sul tema, ormai annoso, dei punti nascita appenninici.

«Non ci compete certo entrare nel merito della diatriba politica – afferma il comitato Salviamo le Cicogne –. Però ci permettiamo di dire che se Bonaccini trova il tempo per rintuzzare un governo in crisi per eccesso di rintuzzamento, sarebbe necessario, e forse più costruttivo, che si impegnasse per la riapertura dei punti nascita, una emergenza da lui creata nel 2017, annunciata come cosa già fatta alla vigilia delle elezioni regionali e ad oggi ancora lettera morta».

«Se mai è esistito il famoso protocollo sperimentale – prosegue il comitato – è ora che venga reso pubblico. Le persone si misurano sui fatti; i politici cantastorie si misurano sulle parole a cui non seguono i fatti. Facciamo nostre le sue parole: “La pandemia e la gestione dell’emergenza non possono diventare un alibi”», conclude il comitato.

Il punto nascite dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti è stato chiuso con delibera del presidente Bonaccini il 4 ottobre 2017, così come i punti nascita degli ospedali di Pavullo nel Frignano e Borgo Val di Taro (Parma), nonostante le proteste dei comitati locali. —

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