Gazzetta di Reggio

Reggio

Bevono di nascosto una bottiglia di vodka Finiscono all’ospedale

M.R.

Trovate dal padre di una delle due  

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REGGIO EMILIA. Quando è arrivato a casa e non ha trovato sua figlia, si è preoccupato. Poco dopo le sue paure si sono materializzate.

La ragazzina, di appena 12 anni, era in un prato vicino all’abitazione (non riveliamo il luogo per tutelare le due minorenni) semi-nascosta da un filare di vigna. Vicino a lei, sdraiata e priva di conoscenza, un’amica di un anno più grande.

L’angoscia che il padre ha provato nel vedere ridotta in quel modo la sua bambina non gli ha impedito di scorgere la bottiglia di vodka vuota che giaceva riversa lì vicino. Bottiglia che, fin quando era stata piena, aveva contenuto un litro di liquore.

Trovandola il padre ha trovato anche la spiegazione di quanto successo, proprio a due passi da casa. Una spiegazione sufficiente a ricostruire il sabato pomeriggio delle ragazzine, eppure così difficile da accettare per un genitore. La dodicenne deve aver provato a giustificarsi, o forse le parole uscivano a fatica. La sua amica, invece, non parlava. Allora il padre si è reso conto che le sue condizioni erano molto più gravi di quelle di sua figlia. Ha chiamato i soccorsi, facendo arrivare sul posto il personale del 118. Le due ragazzine sono state portate all’ospedale Santa Maria Nuova, dove sono rimaste fino a ieri mattina. La tredicenne era in coma etilico.

Tanti gli interrogativi che nascono davanti a questa terribile vicenda, interrogativi che devono aver pesato sui genitori come macigni.

Impossibile sapere cosa possa spingere due ragazzine, ancora bambine in realtà, a bere un litro di un superalcolico dopo essersi nascoste agli occhi dei genitori e degli adulti. Il pensiero vola – non potrebbe essere altrimenti visti gli ultimi fatti di cronaca, tragedie che hanno riguardato giovanissimi – alle sfide che, rimbalzando sui social network, portano a superare i propri limiti, quasi sempre con l’epilogo che nessuno vorrebbe conoscere.

In questa disavventura, comunque, c’è solo una certezza: il finale avrebbe potuto essere diverso.

Se il papà di una delle due ragazzine non fosse rincasato proprio in quel momento, se non si fosse preoccupato per sua figlia – avvertendo anche la polizia che infatti ha dato supporto ai volontari del 118 durante il soccorso – molto probabilmente le due amiche non se la sarebbero cavata con una notte in ospedale. —



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