I sindacati dei pensionati «Coinvolgere i medici di base»
Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp chiedono alla Regione che nella “fase 2” dei vaccini vengano coinvolte tutte le forze a disposizione
REGGIO EMILIA. I sindacati dei pensionati emiliano-romagnoli scuotono la testa. «È inaccettabile – spiegano Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp – a fronte di un bilancio così pesante sul piano della salute, oltre che su quello economico, che la seconda fase della vaccinazione anti-Covid sia messa in difficoltà a causa di problemi di produzione e di distribuzione dei vaccini. Va assolutamente garantita la regolarità del piano vaccinale per tutta la popolazione, a partire dagli over 80, che rappresentano una percentuale elevatissima di vittime».
Queste incertezze sulla fornitura di vaccini contro il Covid-19 impongono anche in Emilia-Romagna di pensare da subito a una rete vaccinale molto capillare, soprattutto in vista della seconda fase di vaccinazione.
Una sollecitazione forte arriva dai sindacati dei pensionati, da sempre interlocutori della Regione e degli enti locali sulle questioni legate alla popolazione anziana:«È necessario coinvolgere in modo certo i medici di famiglia, sullo stesso modello che è alla base del sistema di vaccinazione anti-influenzale. Solo in questo modo – dicono – sarà possibile raggiungere anziani fragili, persone sole, non autosufficienti e anche le località più lontane dai punti di vaccinazione già previsti dal piano della Regione».
I sindacati dei pensionati chiedono poi alla Regione Emilia-Romagna uno sforzo particolare rispetto all’organizzazione della “fase 2” della vaccinazione, «affinché sia raggiunta in tempo breve e con la massima capillarità tutta la popolazione residente in Emilia-Romagna».
A questo scopo, sottolineano, «riteniamo che vadano impegnate tutte le forze disponibili, a partire dallo snodo centrale rappresentato dai medici di medicina generale che devono garantire la diffusione e la somministrazione dei vaccini nei loro ambulatori».
Tutti i soggetti coinvolti sono chiamati quindi a programmare da subito un sistema vaccinale più diffuso ed efficace, «che sarà speriamo presto reso possibile anche dall’arrivo di nuovi vaccini che consentono la conservazione a temperature “meno estreme”, simili a quelle dei normali vaccini anti-influenzali».
Solo un’azione messa in atto sin da subito potrà mettere un argine alle centinaia di morti che ogni giorno sono vittime di questa pandemia: secondo le statistiche il 95,6% dei decessi diagnosticati Covid avviene tra gli over 60 rispetto al 4,4% degli under 60. «Ricordiamo infine – concludono i sindacati dei pensionati – la responsabilità per ogni singolo cittadino di attuare tutti i mezzi di prevenzione possibili: utilizzo delle mascherine, distanziamento fisico e lavaggio delle mani». —
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