Protezione civile a Roncovetro per sorvegliare lo smottamento
CANOSSA. Una notte di sorveglianza della Protezione civile con l’installazione di una linea di picchetti per monitorare il movimento della frana. È quanto avvenuto la notte tra sabato e ieri in seguito all’attivazione di un movimento franoso collegato alla storica frana di Roncovetro, a 60 metri dal centro abitato e in prossimità di una delle vie di accesso alla frazione.
Il turno di sorveglianza è stato svolto dai volontari della protezione civile Icaro di Correggio, con la regìa del Coordinamento delle organizzazioni di volontariato per la Protezione civile di Reggio Emilia.
La piccola frana, attivata dalle piogge abbondanti, non pare però abbia destato particolare preoccupazione. Dopo una notte di monitoraggio, infatti, la mobilitazione della Protezione civile è rientrata.
Continua invece a preoccupare e a essere tenuta costantemente monitorata la storica frana di Roncovetro, che dal monte Staffola scende fino al Tassobbio. «Sta continuando a mangiare pezzi di bosco e di terreno, senza che si possano trovare soluzioni, in un’area di pregio e meta anche di escursioni», ha detto il sindaco di Canossa, Luca Bolondi. A studiare in modo approfondito la storica frana è stato Giovanni Bertolini, che racconta come fosse già nota nel 1907, con il nome di Lavina di Roncovetro. «Per quel che ne sappiamo – scrive Bertolini – le fattezze morfologiche di essa non erano così evidenti più indietro nel passato, giacché le più antiche cartografie che abbiamo (datate al 1821, 1828 e 1858) non la rappresentano. La rapida evoluzione di questa frana durante il secolo passato è anche dimostrata da recenti documenti e immagini. In particolare, è evidente la rapida retrogressione del coronamento, che oggi coinvolge addirittura la vetta del monte Staffola». —
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