Reggio Emilia, mattinata di paura sull’autobus: «In balìa di un autista spericolato»
L’azienda Seta si scusa con gli utenti: «Avviata un’indagine interna, convocheremo quel conducente»
REGGIO EMILIA. Un autista che non si ferma a stop e semafori e non rispetta le precedenze, che imbocca le curve ad alta velocità facendo cadere i passeggeri in terra e che, una volta richiamato dagli utenti, invece che scusarsi li minaccia e si ferma più volte in mezzo alla strada aprendo le porte e urlando loro di scendere.
È stato un viaggio da incubo quello vissuto da Livia Palamar, a Reggio Emilia da molti anni e che per lavoro dà assistenza a persone anziane. Tanto che, quando il giorno successivo telefona per raccontarlo, ha ancora la voce scossa e agitata: «Ho avuto davvero paura – spiega – a un certo punto credevo ci mettesse le mani addosso». Secondo quanto riferito dalla donna, tutto accade nel pomeriggio di qualche giorno fa. Palamar, che solitamente si sposta in bicicletta, per necessità personali quel giorno decide di muoversi con i mezzi pubblici.
Quindi, sbrigate le sue faccende in città, compra un biglietto di viaggio, va alla fermata di Porta Castello e attende la corsa delle 15.38 della linea 4: quella che porta a Coviolo, la frazione dove abita. «Una volta salita sul bus – racconta la donna – ho timbrato il biglietto e mi sono seduta. Sul mezzo assieme a me c’erano altre persone, anche una famiglia con bambini».
Pochi metri, però, e inizia l’incubo: «Al primo semaforo l’autista ha frenato bruscamente e sono scivolata. Dietro a me ho sentito qualcuno protestare ma lì per lì ho pensato a un fatto isolato». Ma la guida del conducente, secondo Palamar, non migliora: «Per tutto viale Umberto I abbiamo ballato come delle patate dentro un sacco. Tutti ci lamentavamo, all’altezza di via Bismantova ha preso una curva così veloce che io e gli altri passeggeri siamo finiti in terra».
A quel punto la donna decide di reagire e riprendere l’autista: «Gli ho detto di darsi una calmata ma invece di scusarsi ha accostato e mi ha detto “se non ti sta bene scendi”. Poi ha continuato a guidare come prima, ha saltato molte fermate, eravamo tutti terrorizzati».
Finalmente l’uomo, prosegue Palamar, «blocca l’autobus alla fermata vicino alla chiesa di San Giuseppe. Lì molti sono scappati e sono rimasta solo io e un’altra donna che dovevamo andare a Coviolo. Ma lui ha continuato a urlare che dovevamo andare via, si è fermato tre volte in mezzo alla strada dicendoci di scendere e ha fatto la rotonda all’altezza di Iren così veloce che siamo di nuovo cadute in terra. Alla fine siamo scese prima di Coviolo e sono tornata a casa a piedi. Poi ho avvisato i carabinieri e il giorno dopo sono andata in piazzale Europa negli uffici Seta per denunciare l’accaduto, ma mi hanno dato solo un modulo di reclamo».
L’azienda di trasporti però, sollecitata dalla Gazzetta sulla vicenda, ieri è intervenuta con una nota di scuse ufficiale: «Seta è dispiaciuta per l’episodio lamentato dalla vostra lettrice e si scusa per il disagio arrecato – scrive la società –. La sicurezza dei trasportati e di tutti gli utenti della strada sono un obiettivo prioritario per le nostre aziende. Gli autisti, in particolare, debbono sempre mantenere un atteggiamento rispettoso nei confronti degli utenti e avere uno stile di guida consono».
Ora la società «ha acquisito la segnalazione e ha avviato subito un’indagine interna, volta a recuperare tutte le informazioni necessarie e appurare la dinamica di quanto accaduto. L’autista verrà quindi convocato e potrà esporre la sua versione dei fatti: questa procedura è stabilita dalla normativa per agire sulla base di elementi certi non essendo ammissibile dar seguito a segnalazioni anonime, generiche o non circostanziate. Una volta effettuate le opportune verifiche la direzione aziendale potrà disporre, se fosse il caso, una contestazione disciplinare pari all’entità del disservizio e per ottenere un miglioramento sotto il profilo professionale ed evitare il ripetersi di simili episodi. A ogni segnalazione Seta dà sempre seguito e per farlo basta compilare il modulo online nella sezione “Contatti” del nostro sito».
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