Gazzetta di Reggio

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Un boom delle truffe attraverso i cellulari

Ambra Prati

Scarpe vecchie vendute a prezzi altissimi, sms trappola per rubare dati o il credito. Federconsumatori lancia l’allarme frodi

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Ambra Prati

REGGIO EMILIA. Il nostro cellulare è una finestra sul mondo sempre più spesso usata dai malintenzionati come cavallo di Troia per carpire dati e mettere a segno raggiri.

Federconsumatori Reggio Emilia nell’anno appena trascorso ha fornito la sua consulenza a persone di ogni fascia d’età vittime di truffe.

Tre i casi emblematici che segnala l’associazione dei consumatori per raccontare il fenomeno.

Il primo riguarda un ragazzo di quindici anni, studente di seconda superiore, che nel periodo pre-natalizio ha notato un annuncio su Facebook di un paio di costose scarpe Nike, un modello che va per la maggiore tra i suoi coetanei, dal costo di 300 euro. Il figlio ha chiesto il permesso di comprarle utilizzando la carta di credito del padre. Il genitore si è sentito in qualche modo rassicurato dal fatto che l’annuncio compariva sul noto social network (che però è solo un tramite). L’annuncio esca era stato piazzato su Marketplace, la piattaforma di vendita interna collegata a Facebook che mette in contatto venditori privati e utenti.

Il quindicenne ha eseguito il bonifico, andato a buon fine, e in effetti poco dopo è arrivato a domicilio un pacco: peccato che all’interno ci fosse un paio di scarpe di infima qualità e usate, da pochi euro, che non avevano niente a che fare con l’ambito modello. Il ragazzo, realizzato il raggiro, ha taciuto e solo qualche giorno dopo ha avuto il coraggio di raccontare l’accaduto al padre.

Nel frattempo l’annuncio era già sparito e solo grazie agli screenshot, rimasti sul telefonino del minore, il padre, dopo essersi consultato con Federconsumatori, si è rivolto alla polizia postale per sporgere denuncia, dopo aver bloccato tramite la sua banca la carta di credito (non ricaricabile) usata per l’acquisto.

Il secondo caso segnalato dall’associazione riguarda il phishing, che consiste in una e-mail o un sms fraudolento che invita il cittadino a cliccare su un link o su un sito “parallelo” che in realtà è stato creato ad hoc per carpire i dati personali: se si esegue, tutti i dati contenuti nel telefonino (comprese password e contatti telefonici) vengono “risucchiati”.

Uno stratagemma ricorrente ben conosciuto dagli istituti bancari, che difatti sono corsi ai ripari innalzando il livello di sicurezza.

La prudenza di una reggiana di 36 anni le ha consentito di non cadere nel tranello. La donna ha ricevuto per tre volte (il 16 novembre, il 4 gennaio e il 19 gennaio) un sms identico: “È stato eseguito un accesso al conto da un nuovo dispositivo, se non sei stato tu segui il link”. Per fortuna la 36enne non ha cliccato ed è andata a controllare sulla rete chi fosse il misterioso mittente, tale “Gruppo ISP”: e sul web ha trovato un sacco di segnalazioni che mettevano in guardia contro questo fantomatico gruppo. La 36enne ha segnalato l’accaduto a Federconsumatori, che ha confermato lo scampato pericolo.

Infine ad una signora di 75 anni è arrivato sul cellulare un sms con l’invito “Chiami questo numero”: uno di quei numeri a pagamento molto costosi, come il vecchio144.

L’ignara anziana ha eseguito e in pochi secondi si è visto prosciugare il credito ricaricabile da 20 euro che aveva appena eseguito sul suo telefonino. —

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