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Duo reggiano a capo del Cavallino? Così Rubiera sogna come Maranello

E.L.T.
Duo reggiano a capo del Cavallino? Così Rubiera sogna come Maranello

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REGGIO EMILIA. A Modena si fanno i motori ma a Reggio si progetta la meccanica che li fa girare. Un binomio emiliano diviso dalle sponde del fiume Secchia ma che lavora in sinergia da anni, creando valori assoluti come quello legato al marchio Ferrari, azienda che produce e vende fuoriserie sportive da un lato, mentre dall’altro si occupa di corse professionistiche. Due anime che potrebbero vedere ora non uno, bensì due reggiani alla loro guida. Per ora siamo alle indiscrezioni, con buona dose di speculazioni informative che seguono sempre le nomine dei grandi capi d’azienda. Certo è che a capo della Scuderia Ferrari c’è Mattia Binotto, di cui è team principal. Ingegnere meccanico di 51 anni, ha radici profonde nella val d’Enza, provenendo da Selvapiana di Canossa, nell’area di Trinità, la zona natale della madre Maria Campani, dove Binotto ha sempre passato le vacanze estive. Nato in Svizzera da una famiglia emigrata a Losanna per questioni di lavoro, è sempre rimasto legato al Reggiano, dove l’attuale numero uno dell’area corse del Cavallino mantiene un’abitazione e dove torna molto spesso assieme alla moglie e ai figli.

Acconto a Binotto potrebbe aggiungersi ora Marco Bizzarri, manager reggiano papabile per il posto di amministratore delegato delle Ferrari. Bizzarri è di Rubiera e ha iniziato la sua carriera come consulente presso la società di consulenza Accenture nel 1986. Nel 1993, è entrato a far parte del gruppo Mandarina Duck di Bologna, e in seguito è diventato Ceo del gruppo. Nel 2004 è diventato direttore generale del marchio di design Marithé e François Girbaud, passando poi per Stella McCartney Bottega Veneta. Attualmente Bizzarri è presidente e ad di Gucci, carica che ha rivestito dal 2014, dando una significativa spinta ai conti e all’organizzazione della casa di moda fiorentina.

Il passaggio di Bizzarri in Ferrari sarebbe il giusto prosieguo dell’emozione montata tra i reggiani nel febbraio del 2020, quando la scuderia del Cavallino rampante ha presentato a Reggio, nella splendida cornice del Teatro Valli, la sua SF1000, l’auto che ha corso lo scorso campionato di Formula 1 alla guida di Charles Leclerc e Sebastian Vettel. Una cartolina su tutte resta quella di Binotto con i suoi piloti in ginocchio per la foto di rito dentro al teatro Ariosto, riservato ai tifosi che hanno addobbato platea e palchi con sciarpe e striscioni rosso Ferrari. Un’emozione per i reggiani - da sempre considerati fratelli minori dei modenesi in fatto di auto - di cui si sentono ancora gli echi. Bizzarri, poi, è un portabandiera della reggianità. Basti pensare alla donazione da 100mila euro fatta all’Ausl reggiana durante il Covid. Quando poi non è in aereo, dirige il suo pensiero - e i suoi affari - su Rubiera. Basti pensare che proprio in questi giorni è venuta a galla la notizia che il Forte di Rubiera avrà nuova vita. Edificio centrale tra i più noti nel paese della zona ceramica, è stato comprato da Bizzarri che punta a un rifacimento completo, per trasformarlo in un ristorante di grido da affodare da uno chef blasonato, a pochi chilometri dal ristorante di Massimo Bottura e a pochi metri da Arnaldo, storico presidio culinario rubierese frequentato in passato proprio da Enzo Ferrari. —

E.L.T.

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