È morto a 81 anni Renzo Bagni, fondò la Galleria 13
Lutto nel mondo della cultura reggiana e non solo. Se ne va un grande conoscitore dell’arte del Novecento
REGGIO EMILIA. «Rappresentava l’anima di via Roma, dove tutti lo conoscevano, anche se abitava a San Prospero. E come mancherà a me, saranno in tanti a ricordarlo con affetto». È morto domenica mattina al Santa Maria Nuova, dove era ricoverato da qualche giorno per l’aggravarsi della malattia, Renzo Bagni, fino a pochi anni fa titolare della storica Galleria 13 fondata nel 1973 in via Roma. Aveva 81 anni. A ricordarlo l’amico di una vita, Carlo Baldi, che proprio a Renzo aveva dedicato il suo ultimo libro “Giovanni e Teresa”.
Renzo Bagni, consulente di numerosi artisti di fama nazionale, aveva trasformato definitivamente la sua passione in una professione negli anni Settanta.
Profondo conoscitore dell’arte del ’900, nella sua galleria ospitò i più importanti pittori e scultori dell’Italia del dopoguerra. E si fece conoscere a livello nazionale per avere portato a Reggio Emilia capolavori di artisti come Fontana, De Chirico, Enrico Baj, Alberto Burri e per avere promosso la diffusione di nomi come quelli di Antonio Ligabue, Franco Rognoni, Alberto Manfredi ed Enrico Paulucci. Oltre ad avere scoperto la pittrice contemporanea Carla Bedini.
Nel 1988 a Renzo si era affiancato il figlio Gianluca che aveva finito per prendere in mano con passione e talento la galleria. Chiusa purtroppo nell’ottobre del 2010, dopo 40 anni di attività: Gianluca aveva scoperto di avere la Sla che l’avrebbe portato via a 47 anni nel gennaio del 2012.
«È stato l’ultimo gallerista della famiglia», aveva detto Renzo Bagni, che con il suo carattere forte e il suo spirito volitivo era riuscito a superare, almeno apparentemente, anche la perdita più atroce. Sostenendo fino all’ultimo la moglie Miriam, con la quale aveva anche condiviso l’attività di gallerista.
E oggi il mondo della cultura reggiana e non solo piange Renzo Bagni. Un nome che non sarà facilmente dimenticato. Un uomo che all’arte ha dedicato la vita senza precludersi altre passioni. La natura. Le lunghe passeggiate. Le chiacchiere con gli amici. Infinite. Come ricorda Carlo Baldi.
«La nostra amicizia in realtà risale a molti anni fa. Dai 12 ai 18 anni ho vissuto a San Tommaso della Fossa e venivo a scuola a Reggio con la bicicletta, come si faceva allora, e ogni giorno a Pratofontana incontravo Renzo e proseguivamo la strada insieme».
Un’amicizia ritrovata «in età matura». «Facevamo – prosegue Baldi – lunghe passeggiate sui colli di Reggio, mangiando un panino insieme, e parlando d’arte, ma non solo. Da lui ho imparato tantissimo. Lui amava la natura e conosceva cose incredibili: per esempio gli piacevano molto gli uccellini e quando eravamo in mezzo ai boschi lui sapeva esattamente dove si trovava il tal nido e quale uccellino ospitasse. Ma con Renzo si poteva parlare davvero di tutto, era simpatico e brillante. Di certo non un uomo noioso. Io - e la voce si rompe - lo chiamavo Bagnetto».
Carlo Baldi era stato recentemente a casa di Renzo: «Ero andato a trovarlo per farmi consigliare quale immagine mettere sulla copertina del mio ultimo libro che gli avrei dedicato e lui, senza sapere niente della trama e della storia, mi ha tirato fuori il quadro giusto: un’opera di Rognoni, artista che amava particolarmente».
Ed è così che ora, la dedica che troviamo in “Giovanni e Teresa” assume un valore ancora più profondo. «A Renzo – si legge – esperto d’arte e valido mercante/col quale ho percorso gli anni giovanili/ delle pedalate con le molle nei calzoni/ e quelli maturi delle scampagnate tra rovi/mirtilli e ciliegi selvatici».
Poche parole ma piene di affetto e commozione quelle pronunciate dall’attuale art director della Galleria 13, Sara Cavagnari: «Siamo molto tristi. Per me è stato un maestro. Mi ha insegnato un mestiere. E tutto quello che so, lo so grazie a lui».
Renzo Bagni lascia la moglie Miriam e il nipote Chritian. I funerali, secondo l’espressa volontà della famiglia, si terranno in forma strettamente privata. —
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