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Reggiani all’assalto di bar e ristoranti «C’è tanta voglia di socializzare»

Nicole Nasi
Reggiani all’assalto di bar e ristoranti «C’è tanta voglia di socializzare»

Soddisfazione palpabile fra i commercianti del centro storico Anche se «sarebbe stato meglio aprire già domenica»

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Nicole Nasi

REGGIO EMILIA. Dopo oltre 40 giorni di zona arancione anche la nostra provincia, come la maggior parte d’Italia, ieri è tornata a colorarsi di giallo. Le misure si allentano ma la guardia rimane alta.

Tra le note positive per il commercio c’è senza dubbio la riapertura dei ristoranti e la possibilità di consumare ai tavoli, anche dei bar, fino alle 18. Un piccolo passo molto atteso dai lavoratori del settore che, fin dal primo lockdown di marzo, hanno sempre tentato di tener aperte le loro attività, rivoluzionando i locali affinché tutte le norme di sicurezza fossero rispettate.

Gli stessi reggiani non hanno saputo resistere al tanto sperato pranzo al ristorante o al caffè consumato comodamente al tavolino senza timore di essere multati. La città si è tornata ad animare, nel rispetto delle norme anti-Covid. «È bello tornare finalmente a lavorare, seppur in modo diverso rispetto alla normalità prima della pandemia – ha dichiarato Ludovico Allegretti del Borsalino Cafè –. C’è del movimento e si capisce che la gente ha davvero tanta voglia di uscire e socializzare. Abbiamo già alcune prenotazioni per il weekend nonostante non ci sia più il vero e proprio orario dell’aperitivo. Era ora. Come noi avevamo bisogno di lavorare i cittadini avevano bisogno di uscire di nuovo».

Un pensiero condiviso anche da Andrea Valli, della vicina Vineria della legna: «Spero non ci facciano chiudere ancora una volta. Qualche cliente affezionato, pur essendo lunedì, è venuto a mangiare oggi a pranzo. Il weekend è lontano ma vogliamo essere fiduciosi e speriamo arrivino delle prenotazioni. Sicuramente non ha giovato il fatto di essere tornati gialli a inizio settimana piuttosto che la domenica, giorno molto proficuo per noi come il venerdì e il sabato. Eravamo già pronti ma abbiamo dovuto attendere. L’importante è aver aperto».

Anche Luca Braglia del pub Republic si aspettava un’apertura domenicale: «Appena abbiamo sentito di un’eventuale ritorno in zona gialla ci siamo messi all’opera per rinfrescare il locale e prepararci ad accogliere i clienti, ma così non è stato. Fortunatamente siamo stati inondati di chiamate e di “l’era pò ora!” che ci hanno fatto ben sperare. La gente è impaziente di tornare nel nostro pub anche se ora possiamo servire solo l’aperitivo. Speriamo sia un nuovo inzio».

Un riscontro modesto è stato quello della Salumeria San Prospero di piazza Fontanesi: «Oggi non abbiamo avuto molte visite ma qualcosa incomincia a muoversi, dobbiamo attendere i prossimi giorni – ha spiegato il titolare Antonio Inglese –. Solitamente non abbiamo mai aperto di lunedì ma dopo mesi volevamo tornare a lavorare. In questo periodo siamo riusciti a compensare con la vendita dei nostri prodotti tipici, ora vogliamo ripartire sperando sia un crescendo».

Entusiasta è Luca Ferri del ristorante vegetariano Mangiamore: «È andato bene questo primo giorno, siamo molto contenti e soddisfatti. Questo è sempre stato un periodo “basso” visto il clima, la primavera e l’estate sono i periodi migliori. I clienti, però, avevano gli occhi che brillavano all’idea di potersi finalmente sedere al tavolo e consumare in tranquillità scambiando due chiacchiere. Noi lavoriamo tutti i giorni a pranzo quindi siamo fortunati, a differenza di quei locali che puntano molto sulla ristorazione serale soprattutto del weekend. Aspettare un giorno in più, perciò, non ci ha stravolti soprattutto se pensiamo al tempo in cui siamo rimasti chiusi. La voglia di ripartire c’è da parte di tutti: ristoratori e cittadini. Siamo carichi». —

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