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Sport, nuovo statuto per la Fondazione: «Una riforma indispensabile»

Roberto Fontanili
Sport, nuovo statuto per la Fondazione: «Una riforma indispensabile»

Il Comune si prepara a cambiare pelle all’ente nato nel 2007 Curioni: «Saranno coinvolti anche i gestori e le società»

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Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA. Per l’avvio della prossima stagione sportiva, la Fondazione dello Sport sarà totalmente riformata. Nello statuto, nella governance, negli strumenti amministrativi. Dell’attuale ente, molto criticato dalle società sportive dilettantistiche, dovrebbe restare poco o nulla. Andrà così a chiudersi una lunga stagione in cui la Fondazione – nata «per dar vita ad un soggetto sportivo partecipato da soggetti privati, per realizzare direttamente per loro tramite politiche sportive condivise e finalizzate al sostegno ad una concezione dello sport» – che tuttavia negli anni si è trasformata solo in una sovrastruttura, burocratica, per la gestione degli impianti sportivi.

L’ente è nato nel 2007 per volontà del Comune. Negli ultimi anni la Fondazione è entrata più volte in rotta di collisione con le società sportive, i gestori degli impianti e con lo stresso Comune. Come testimonia la lettera inviata dalla direzione della Fondazione nel settembre 2020 in cui denunciava, a suo dire, le inefficienze del Comune nella manutenzione e nel garantire standard di sicurezza degli impianti sportivi reggiani. A portare alla luce un percorso di riordino e riforma, finora rimasto segreto, è stata la presentazione da parte del capogruppo del Pd Gianluca Cantergiani di una mozione, poi approvata dalla sola maggioranza, dal titolo apparentemente neutro: “Mozione per un aggiornamento degli strumenti di valorizzazione delle politiche sportive”. Invece, come è emerso nel corso del dibattito e soprattutto nell’intervento dell’assessore allo Sport Raffaella Curioni, si parlava della Fondazione e di un percorso avviato da oltre un anno e mezzo, che si concluderà nell’autunno 2021 con una completa revisione del suo modo di operare e delle sue finalità.

Non è ancora chiaro con quali modalità. Ed è quello che hanno sottolineato anche i gruppi di opposizione in Sala Tricolore. La mozione è stata approvata con 21 voti favorevoli (Pd, Immagina Reggio, Reggio è, Più Europa), 10 contrari (Lega Salvini premier, Forza Italia, Gruppo Misto, M5S) e 2 astenuti (Alleanza Civica e Bertucci del M5S). A far da bussola per cercare di capire dove andrà a parare la riforma che tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione hanno definito «indispensabile», è stata l’assessore allo Sport. Nel suo intervento ha sottolineato che per la Fondazione «dopo 14 anni è necessaria una svolta e una nuova strategia che il mondo dello sport reggiano ci chiede da tempo. Una nuova Fondazione che sappia agire con puntualità e velocità per la valorizzazione dello sport. Una riforma aperta al contributo delle società sportive e ai gestori degli impianti sul ruolo, funzioni e competenze della Fondazione». Un percorso veloce che «si concluderà in tempo per l’inizio della prossima stagione sportiva». E che vedrà «il coinvolgimento di società e gestori di impianti e del consiglio comunale con una serie di riunioni di aggiornamento in Commissione consiliare», ha garantito Curioni, aggiungendo «che presto sarà presentato il Piano complessivo della città dello sport». L’assessore ha invece negato l’esistenza di frizioni e conflitti tra Fondazione e Comune. Una difesa d’ufficio forse eccessiva, stando alle critiche e ai malumori che le società sportive hanno manifestato pubblicamente in questi anni. —

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