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Teme il tradimento e la picchia Assolto per i maltrattamenti

E.L.T.
Teme il tradimento e la picchia Assolto per i maltrattamenti

Caduta l’accusa  per un operaio di 45 anni denunciato dalla moglie. L’uomo aveva però confermato di averla schiaffeggiata

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SAN POLO. Era stato accusato dall’ex moglie di averla presa a calci, schiaffi e pugni. Lui però, una volta davanti al giudice Giovanni Ghini, ha ammesso di averla presa a schiaffi una solta volta e nulla più. Una reazione inconsulta, ha detto l’operaio di 45 anni accusato di maltrattamenti che, dal 31 marzo doveva stare ad almeno mille metri dalla moglie e dai luoghi che la donna è solita frequentare. Già dal gip Luca Ramponi aveva voluto spiegare che la sua era stata solo una frustrazione dovuta all’atteggiamento della moglie e alle voci che gli erano giunte su un possibile tradimento di lei. L’uomo, dopo la denuncia, aveva detto di voler tagliare i ponti con la moglie, che fa la commessa. Un ravvedimento tardivo, per il gip, che aveva emesso la misura nei suoi confronti. Una situazione che si è praticamente ribaltata a dibattimento, dove il giudice Ghini ha assolto l’uomo dall’accusa di maltrattamenti con formula piena perché il fatto non sussiste. Confermate invece le accuse di lesioni, che hanno comportato una condanna di 9 mesi (pena sospesa).

L’imputato, come ha spiegato in udienza la sua legale, Pina Di Credico, è stato per vent’anni un marito e un padre modello. Una vita familiare normale, secondo quanto riferito al giudice, che per sincerarsi della situazione ha concesso l’escussione di ben 14 testi a processo, giungendo poi alla sentenza.

Dopo aver alzato le mani in quello che ha detto essere stato l’unico episodio, l’operaio ha fatto ammenda, resosi subito disponibile a lasciare l’abitazione di San Polo a moglie e figlia, traslocando in un altro paese. Sulla scia di queste parole, l’avvocato Di Credico aveva chiesto la revoca del divieto di avvicinamento, ma il gip Ramponi aveva confermato la misura per salvaguardare la donna, una 40enne, ritenuta credibile dai carabinieri nelle indagini coordinate dal pm Piera Giannusa, poi sfociate nell’ordinanza con l’accusa di violenza e minacce. —

E.L.T.

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