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FOLLE GESTO a Pieve modolena 

Reggio Emilia, va in ditta ubriaco e si getta l’acido in viso

Leonardo Grilli
Reggio Emilia, va in ditta ubriaco e si getta l’acido in viso

Momenti di paura ieri mattina all’interno della Condor: l’operaio, 38 anni, in passato aveva già avuto problemi con l’alcol

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Leonardo Grilli

reggio emilia. Momenti di paura ieri mattina all’interno dell’azienda “Condor italian quality” di Pieve Modolena, ditta reggiana specializzata nella lavorazione dell’acciaio inox e di altri metalli. È qui che un dipendente, dopo essersi presentato al lavoro completamente ubriaco, si è gettato in volto dell’acido.

Un grave gesto di autolesionismo, probabilmente frutto di un insieme di rabbia generata dall’alcol e disperazione: l’operaio di 38 anni, infatti, in passato era spesso arrivato in azienda in stato d’ebbrezza o irascibile a causa del vizio del bere e sapeva che, se fosse successo di nuovo, con ogni probabilità sarebbe stato licenziato .

L’uomo, che viene definito da titolari e colleghi come un dipendente “eccellente nel suo lavoro”, purtroppo combatte da anni contro la dipendenza dall’alcol. Una lotta che non ha ancora vinto e che spesso ha influito sulla sua capacità di stare in azienda e convivere con gli altri lavoratori. E così è stato anche ieri mattina. Il 38enne, di origini marocchine, si è presentato alla Condor in uno stato già visibilmente alterato: era chiaro a tutti che poco prima aveva bevuto in abbondanza.

A quel punto la titolare, rassegnata, ha fatto quanto doveva: ha chiamato il medico dell’azienda, il quale le ha suggerito di mandare l’operaio da lui per una visita e allontanarlo dalla fabbrica per evitare che diventasse un rischio per gli altri. Nello stabile di via Cilea, infatti, lavorano in totale 14 dipendenti in mansioni spesso pericolose, se non eseguite con la giusta dose di attenzione e precauzione. Al tempo stesso, però, la visita dal medico avrebbe rappresentato per il 38enne un’ennesima sospensione e, questa volta, un sicuro licenziamento.

Così, quando una collega è andata ad avvisarlo dicendogli di prendere le sue cose e recarsi dal dottore, l’operaio ha dato in escandescenze e si è rifiutato di allontanarsi. Poi il gesto folle: qualche minuto più tardi – in attesa che a Pieve arrivasse il medico sollecitato dai titolari – il 38enne si è liberato di casco, guanti, occhiali e mascherina, ha svuotato un secchio pieno d’acqua, vi ha versato dentro dell’acido e se lo è capovolto in testa.

Immediata la telefonata al 118 che, arrivato sul posto con ambulanza della Croce Verde e automedica, ha trasportato l’uomo in ospedale in serie condizioni ma non in pericolo di vita. In via Cilea anche carabinieri e operatori della Medicina del lavoro, che hanno ricostruito la dinamica dell’accaduto.

Sconforto invece, e delusione, fra i titolari della fabbrica: «Qui siamo tutti una famiglia e speriamo che si riprenda. Ma questa volta non potrà tornare a lavorare da noi, in passato lo avevamo già perdonato molte volte sperando che si riprendesse. Lo avevamo anche inserito in un programma del Sert, sembrava migliorato, ma dopo l’ultimo Ramadan aveva ricominciato a bere. E dobbiamo tutelare l’incolumità degli altri dipendenti». —

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