Scuola, alle superiori si resta in presenza al 50%
La decisione dell’Ufficio scolastico regionale: «Per ragioni di prudenza è opportuno continuare così fino al 20 febbraio»
REGGIO EMILIA. In Emilia Romagna, e dunque nella nostra provincia, la didattica in presenza nelle scuole superiori proseguirà al 50 per cento fino a sabato 20 febbraio.
A comunicarlo è il direttore dell’ufficio scolastico regionale, Stefano Versari, con una circolare indirizzata a tutti i dirigenti scolastici del territorio. «Confermati i principi di ragionevolezza, prudenza e congruenza territoriale – spiega la nota – d’intesa con il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e con la prefettura di Bologna si conferma opportuno che, da lunedì 8 febbraio e fino a sabato 20 febbraio, le lezioni degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado seguitino a garantire l’attività didattica in presenza al 50 per cento, in attuazione di quanto definito dai piani operativi precedentemente predisposti con il coordinamento delle prefetture e in conformità alle disposizioni vigenti».
Non è la prima volta che l’ufficio scolastico regionale sceglie la linea della prudenza. Contrariamente a quanto avvenuto in altre regioni, infatti, il direttore Versari aveva indicato ai dirigenti scolastici, qualche settimana fa, di mantenere la presenza degli studenti sulla soglia minima prevista dal decreto (quella appunto del 50 per cento) fino al 6 febbraio. Questo per poter valutare meglio l’andamento dei contagi dopo il ritorno in classe.
La decisione era stata accolta favorevolmente dalle scuole, e anche stavolta la vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia con delega all’istruzione, Ilenia Malavasi, appoggia la posizione di Versari: «Una notizia attesa e auspicata dai dirigenti scolastici del nostro territorio, con i quali il confronto è stato costante in questo periodo, e che garantisce alla scuola quella stabilità necessaria dopo la ripresa del 18 gennaio scorso, che ha messo in evidenza anche punti di vista differenti di studenti, docenti e famiglie, tra paure, preoccupazioni e tante aspettative. Siamo a favore della didattica in presenza senza se e senza ma – afferma Malavasi – ma capiamo le preoccupazioni del mondo della scuola e abbiamo lavorato sempre in stretta sinergia con la prefettura, l’ufficio scolastico provinciale e agenzia dei trasporti per assicurare il migliore rientro in sicurezza possibile. Siamo comunque al lavoro e siamo pronti anche ad aumentare la percentuale degli studenti quando ce ne saranno le condizioni, ma abbiamo bisogno di dare serenità e continuità, senza nessuna forzatura che rischierebbe di rompere equilibri preziosi. Comprendiamo e apprezziamo – conclude – l’indicazione di continuare al 50 per cento rispetto a quei principi di ragionevolezza e prudenza che fino ad oggi hanno portato a trovare un equilibrio tra il contenimento del rischio, la salute dei cittadini, il diritto all'istruzione e il benessere degli studenti».
La posizione dell’ufficio scolastico è condivisa anche dalla direzione della Regione, che proprio ieri ha inviato a Versari i dati del quadro pandemico sul territorio regionale. Sarà la curva dei contagi a stabilire se la didattica in presenza resterà al 50 per cento solo fino al 20 febbraio o anche oltre. L’ultimo decreto, infatti, ha la data limite del 5 marzo e le scuole potrebbero oscillare tra il 50 e il 75 per cento fino ad allora. —
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