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Commemorato il generale Reverberi eroe delle due guerre

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CAVRIAGO. Nei giorni scorsi è stato commemorato il generale Luigi Reverberi ed è stata ricordata la battaglia di Nikolajewka, del 26 gennaio 1943, durante la quale il generale, nativo di Cavriago e oggi sepolto a Montecchio, mise in salvo 30mila alpini.

Una celebrazione in tono minore, quella avvenuta il 31 gennaio, rispetto al passato per le normative in vigore, ma non certo meno sentita dagli alpini di Reggio, Cavriago, Montecchio-Canossa e dai Comuni di Cavriago e Montecchio.

Alla cerimonia hanno partecipato il vicesindaco di Cavriago, Matteo Franzoni; la vicesindaca di Montecchio, Roberta Dieci; i comandanti dei carabinieri di Montecchio e Cavriago; rappresentanti delle associazioni Alpini locali che, dopo l’omaggio innanzi alla tomba del egnerale a Montecchio, hanno reso omaggio alla casa natale in piazza Zanti e al monumento dedicato a Reverberi in zona Pianella.

«Solo la memoria e il ricordo sempre rinnovato possono vaccinare l’umanità contro il male e contro le guerre, che ancora troppo numerose feriscono il nostro pianeta». Questo è stato il monito che negli anni gli Alpini hanno rinnovato durante la celebrazione della battaglia che ferì irrimediabilmente chi partecipò alla campagna italiana di Russia del 1943.

Lugi Reverberi era il figlio del farmacista di Cavriago, Torquato (che era fratello dell’arciprete di Castellarano, morto in concetto di santità, don Giuseppe Reverberi) e di Domenica Balzani. Era nato il 10 settembre del1892 ed è morto a Milano il 22 giugno del 1954, dopo una vita dedicata al servizio militare nell’esercito italiano, in cui fece una carriere brillante.

Nella guerra del ’15-18 ebbe tre medaglie d’argento e si distinse in azioni di grande coraggio quando, al comando di un battaglione di Alpini, con il grado di capitano si aprì una breccia sul Monte Grappa penetrando in profondità nel dispositivo avversario e fece prigioniere tutte le truppe che resistevano nella Val Cismon.

Per quell’azione ottenne l’Ordine Militare di Savoia, onorificenza ambita negli alti gradi e inusuale per un giovane capitano. Ma il suo valore e la sua spericolata genialità strategica rifulsero durante l’ultimo conflitto quando, sul fronte russo, si meritò la medaglia d’oro. Il generale Reverberi legò allora il suo nome e quello della sua Divisione Tridentina nella battaglia di Nikolajewka del 26 gennaio 1943, nella quale mise in salvo 30.000 alpini asserragliati e pressoché disarmati. —

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