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Da dieci a uno in vent’anni Il destino dei servizi in centro

M.R.
Da dieci a uno in vent’anni Il destino dei servizi in centro

I bagni si trovavano in ogni angolo dell’esagono Erano sempre aperti nella stagione estiva  anche fino a mezzanotte 

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REGGIO EMILIA. C’era un tempo in cui i bagni pubblici erano non solo aperti e funzionanti, ma anche dislocati in vari punti della città.

Un tempo storicamente vicino (parliamo di una decina, massimo una ventina di anni fa), che sembra però quasi un miraggio. All’epoca c’erano un bagno automatico in piazza Casotti, e un altro “custodito” in via della Croce Bianca. Ce n’era uno nel prefabbricato di piazza Duca d’Aosta, e un altro al mercato coperto. E ancora: in piazza Popol del Giòst, via Toschi, parco Cervi c’erano i bagni “autopulenti”, così chiamati perché dotati di un sistema di lavaggio e disinfezione automatico che si attiva dopo ogni utilizzo del wc, pulendo anche il pavimento e la parte inferiore delle pareti del bagno mediante dei getti d’acqua e disinfettante. C’erano poi due orinatoi, uno tra via Dante e via Campo Samarotto e l’altro in via San Carlo. Ovviamente c’erano i bagni pubblici dei Giardini, quelli che si trovano dietro il teatro Valli. I bagni erano aperti continuativamente, d’estate anche fino a mezzanotte. A eccezion fatta degli “autopulenti”, era impiegato del personale che si occupava dell’accoglienza e della pulizia. Poi qualcosa deve essersi “rotto”. Le strutture sono invecchiate, sono arrivati gli anni della “spending review”, si sono succedute varie gestioni. Uno dopo l’altro i bagni sono stati chiusi o hanno smesso di funzionare. L’ultimo a lasciarci è stato quello di via Roma, smantellato qualche mese fa. E sempre qualche mese fa, in settembre, è stato chiuso temporaneamente quello dei Giardini per un guasto all’impianto di riscaldamento. —



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