Gazzetta di Reggio

Reggio

I bagni pubblici? In funzione solo quello dietro il Comune

Martina Riccò
I bagni pubblici? In funzione solo quello dietro il Comune

In via della Croce Bianca estesi gli orari di apertura Lavori in programma ai Giardini, tre “cabine” sotto la lente

3 MINUTI DI LETTURA





Martina Riccò

REGGIO EMILIA. Un solo bagno pubblico funzionante in città, quello che si trova in via della Croce Bianca. Funzionante, e quindi aperto. Gli altri – se ne contano quattro – pur essendo ancora fisicamente presenti, hanno smesso di accogliere i cittadini nel 2018.

Vi scappa da ridere? Freud diceva che la risata è scatenata da ciò che ci tocca nel profondo... Psicanalisi a parte, l’assenza di bagni pubblici utilizzabili può essere un problema. Soprattutto quando non si può andare a prendere un caffè in un bar approfittando dei servizi del locale.

Questo disagio è stato registrato non più di una settimana fa dagli ambulanti di piazza Fontanesi. Poi ci ha pensato il “giallo” a risolverlo.

Per tutta la durata della “zona arancione”, infatti, i bar e gli esercizi pubblici erano aperti solo per l’asporto, e l’accesso ai bagni era ovviamente vietato. Da qui la difficoltà degli ambulanti di piazza Fontanesi, che nei giorni di mercato, per settimane, hanno dovuto usare il bagno pubblico di via della Croce Bianca, nonostante non fosse proprio vicinissimo. Ma al di là della distanza, a disturbarli era il fatto di doversi assentare dal proprio banco per delle intere mezz’ore, poiché la fila per entrare nel bagno pubblico era sempre lunghissima. La segnalazione era stata fatta agli uffici del commercio sul suolo pubblico, poi – nella speranza di poter migliorare la situazione – anche al nostro giornale.

L’assessore al commercio Mariafrancesca Sidoli aveva risposto che il Comune aveva già ampliato gli orari di apertura del bagno pubblico di via della Croce Bianca, lasciando intendere che altro non si poteva fare.

Con l’ingresso della nostra regione in “zona gialla”, il problema è stato superato. Almeno per gli ambulanti. Tralasciando per un istante il punto di vista dei ristoratori – sperando cioè che un caffè basti a ripagarli del servizio “completo” – potrebbe riproporsi per altri.

La mappa dei bagni pubblici cittadini, attualmente, è così disegnata. Oltre a quelli di via della Croce Bianca (aperti lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica dalle 8.30 alle 13, martedì e venerdì dalle 8 alle 15, e poi tutti i giorni dalle 15.30 alle 20), rimane la struttura ai Giardini, che però è chiusa per un malfunzionamento all’impianto di riscaldamento. In via Toschi (vicino all’anagrafe) e al parco Cervi si trovano altri due gabbiotti, che però dal 2018 non sono più fruibili.

Della serie – dall’esterno sembrano bagni chimici, ma in realtà sono wc cosiddetti “autopulenti”, e non sono removibili – faceva parte anche la cabina che si trovava in piazza del Popol Giòst. Il passato è d’obbligo perché il manufatto – bersaglio di tante battaglie dei cittadini di via Roma, sempre in prima linea per contrastare il degrado del quartiere – è stato rimosso in occasione della riqualificazione della piazza.

Più recente, ma comunque non funzionante, quello che si trova nella casetta in cemento armato in piazza Duca d’Aosta.

Del futuro di questi bagni parla Nicola Tria, che è anche assessore ai Lavori pubblici: «Quello dei Giardini – spiega – rientra in un progetto di recupero: la struttura verrà ristrutturata e si potrà ricominciare a usarla. È comunque chiuso dallo scorso autunno, prima era fruibile. Sugli altri tre, invece, sono in corso alcune valutazioni al termine delle quali si deciderà se sistemarli o rimuoverli. Occorre ragionare attentamente se convenga spendere soldi per riattivarli». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google