Vaccino per gli 8.616 anziani assistiti a domicilio dall’Ausl
È scattata ieri, con le prime dieci dosi somministrate, una nuova campagna Riguarderà i reggiani con più di 80 anni non autosufficienti e i loro coniugi
Giuseppe Galli
REGGIO EMILIA. Saranno 8.616 gli ultraottantenni residenti a Reggio Emilia e provincia che, nelle prossime settimane, verranno vaccinati dall’Ausl. Si tratta di anziani assistiti a domicilio e dei loro coniugi , che si prendono cura di loro e sono sempre a contatto. Dopo il personale medico e infermieristico, dopo i volontari del soccorso, dopo gli anziani ricoverati nelle case protette di Reggio e provincia e il personale che si occupa di loro, è iniziata ieri mattina la fase-due delle vaccinazioni in Emilia Romagna. A Reggio sono state somministrate le prime dieci dosi, nell’ambito di una sorta di Vaccine day regionale (come per la giornata inaugurale del 27 dicembre scorso) che ha visto effettuare un numero simbolico di vaccinazioni in ogni città capoluogo della nostra regione. Da Piacenza a Rimini, è così iniziata la campagna vaccinale contro il Covid-19 per gli oltre 60 mila cittadini con più di 80 anni che sono assistiti a domicilio e i loro coniugi.
In totale, questa seconda campagna di vaccinazione coinvolgerà 62.656 anziani: 15.207 persone per i territori dell’Ausl della Romagna, 11.224 a Bologna, 9.060 a Modena, 8.616 a Reggio Emilia, 6.863 a Ferrara, 5.506 a Parma, 3.720 a Piacenza e 2.460 nel circondario di Imola. A questi numeri si devono poi aggiungere i coniugi che si prendono cura di loro, che saranno quantificati al momento delle convocazioni telefoniche da parte delle aziende sanitarie locali.
Saranno i servizi di cure primarie delle Asl di ogni città, che hanno già in carico gli anziani per la loro assistenza domiciliare, a contattare direttamente i cittadini per fissare l’appuntamento per la loro vaccinazione.
Per quanto riguarda i criteri di precedenza, si baseranno sulle condizioni cliniche della persona, di cui le Aziende sanitarie sono già a conoscenza in quanto assistiti a domicilio: priorità ovviamente per chi presenta un quadro sanitario più fragile.
Il motto è: «Una categoria a rischio alla volta, l’Emilia-Romagna mette al sicuro quanti più cittadini possibili dal coronavirus».
Saranno utilizzati indifferentemente i vaccini Pfizer-Biontech o Moderna, a seconda della disponibilità dell’azienda sanitaria: in tutta la regione, per il mese di febbraio, sono attese più di 230.000 dosi di vaccino.
«Stiamo mettendo al sicuro nei tempi più rapidi possibili la generazione più colpita dalla letalità della pandemia – dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini –. Diamo la precedenza alle persone più a rischio e facciamo tutti gli sforzi possibili per ampliare la popolazione target».
Per gli anziani ospiti delle case protette la campagna vaccinale è iniziata, invece, alla fine del 2020: a oggi sono più di 20.000 le somministrazioni effettuate nelle strutture socio-sanitarie dell’Emilia-Romagna alle persone con più di 80 anni.
E proprio agli over 80 – che non sono né ospiti di case protette né seguiti a domicilio dalle Ausl – come già annunciato, il presidente della Regione Stefano Bonaccini invierà una lettera in cui, oltre alle ragioni per cui è bene vaccinarsi, fornirà tutte le indicazioni e le tempistiche per la prenotazione: i dettagli di questa parte della campagna vaccinale saranno illustrati già nei prossimi giorni. —
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