SANT'ILARIO
Ai domiciliari per furto, ospita pregiudicati ed esce per minacciare i carabinieri: arrestato
Si aggrava la posizione del 46enne Giulio Husovic. Il tutto accadeva a Calerno, dove l'uomo abita, già da tempo teatro di episodi di microcriminalità
2 MINUTI DI LETTURA
SANT'ILARIO. Dal dicembre dello scorso anno beneficiava degli arresti domiciliari a Calerno di Sant'ilario, per furto, e, sebbene gli fosse stato prescritto il divieto di comunicare con terze persone limitandosi a quelle conviventi, lui ospitava in casa e si incontrava con pregiudicati. In un caso, il 22 gennaio scorso, era pure uscito di casa per minacciare i carabinieri che stavano procedendo nei confronti del figlio.
Nel corso dei reiterati controlli eseguiti dai carabinieri è emerso come l’uomo, il 46enne Giulio Husovic, in più occasioni non si attenesse alle limitazioni impostegli dal provvedimento. Per lui dunque si sono aperte le porte del carcere.
Il tutto è accaduto nella frazione di Calerno particolarmente sensibile sotto il profilo della sicurezza pubblica anche alla luce di quanto “denunciato” dai residenti che, peraltro, hanno dato vita anche a un comitato. Propria l’intensificazione dei controlli, sulla spinta anche delle richieste sempre maggiori di sicurezza dei cittadini, ha consentito di accertare che il 46enne, abitante in via Patrioti di Calerno, fosse solito far accedere in casa pregiudicati con cui si intratteneva.
La Procura reggiana, concorda con gli esiti dei controlli dei carabinieri ha quindi richiesto ed ottenuto dal gip del tribunale di Reggio Emilia l'aggravamento della misura degli arresti domiciliari con quella di custodia cautelare in carcere. Provvedimento eseguito ieri dagli stessi militari di Sant'ilario che hanno condotto in carcere Husovic.
I domiciliari erano scattati per lui in seguito a due furti in azienda. Il primo il 7 novembre del 2019 quando, dopo essersi introdotto in un'area deposito di un'azienda di Canossa, il 46enne aveva rubato merce (in specie materiale ferroso) per un valore di 20.000 euro, portandola via con un furgone intestato a un'altra ignara persona.
Il secondo, il 15 agosto del 2020: in questo caso Husovic, utilizzando un altro furgone, si era impossessato di 700 kg di rame, prelevati da un magazzino di un'altra azienda di Canossa, dove era entrato praticando un foro nella parete laterale di un capannone confinante. Il bottino aveva un valore di alcune migliaia di euro. I carabinieri erano riusciti a stabilire la medesima paternità dei due furti, e il 46enne era stato arrestato finendo ai domiciliari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
