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«Comune e Regione al lavoro insieme per portare a Reggio l’auto del futuro»

Enrico Lorenzo Tidona
«Comune e Regione al lavoro insieme per portare a Reggio l’auto del futuro»

Torri, ad di Stu Reggiane: «Da tempo la città è all’opera. Da qui all’estate sapremo l’esito della nostra proposta»

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Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA. «Stiamo lavorando già da un po’ di tempo e tutta la città di Reggio si è stretta attorno a questo progetto. Da qui all’estate dovremo sapere l’esito della nostra proposta». Luca Torri sta giocando forse la sua sfida professionale più importante: calamitare a Reggio Emilia l’investimento da un miliardo di euro messo sul piatto dal colosso cinese Faw – il più grande produttore di auto del Paese asiatico – in accoppiata con l’americana Silk Ev. Obiettivo: creare nella Motor Valley emiliana un centro ricerca e un impianto industriale per produrre le auto elettriche del futuro. La joint venture è già siglata con la Regione e a giocarsela sono Reggio, Bologna e Modena, queste ultime due però già affollate di marchi del settore auto.

«Comune di Reggio e Regione stanno lavorando sul progetto ma è ancora presto per capire dove sarà il suo approdo», mette le mani avanti Torri, amministratore delegato di Stu Reggiane – società di trasformazione che sta riqualificando l’ex area industriale alle porte di Reggio – che è al 70% di proprietà del Comune e al 30% di Iren. La città del «fare insieme» si è già messa all’opera da mesi per poter calibrare un’offerta che prevede spazi sia alle Reggiane, sia in altre zone della città. Il centro di ricerca potrebbe avere una vetrina in uno dei capannoni in via di recupero alle Reggiane, mentre il sito produttivo avrebbe bisogno di ben altri sfoghi, magari trovando spazio in una delle aree industriali che possono sfruttare tanto l’autostrada quanto la stazione dell’alta velocità ferroviaria Mediopadana. Due snodi infrastrutturali sicuramente da valorizzare nel progetto finora abbozzato agli emissari della joint venture straniera, decisa a creare la “Tesla cinese”, in formato supersportiva.

Faw e Silk Ev hanno infatti in mente di lanciare macchine ad alte prestazioni. Reggio Emilia può offrire un tessuto imprenditoriale già tarato sulla mobilità sostenibile, elettrica e a idrogeno compresa, che sembrano essere le due frontiere messe nel mirino dagli investitori esteri. Un esempio è la Avl di Cavriago, società austriaca dell’automotive che ha acquistato il centro di ricerca della Landi Renzo e che ospita già al suo interno un embrione della Silk Ev , che poi si sposterà nella sua sede emiliana.

Per Torri, Comune e Iren il progetto è ghiotto, visto che sarebbe un ulteriore volano per le Reggiane e non solo. L’ex area industriale sta già completando la sua offerta portando il quarto polo universitario dentro il suo perimetro, a pochi metri di distanza quindi dai centri di ricerca di aziende come Studio Alfa, Ask Group, Bema Elettric 80, Webranking, Grasselli e il centro produzione di Palomar. Resta il nodo sicurezza, visti i continui blitz della polizia in zona: «Stu è sana e chiuderà il 2020 in utile – dice Torri – Stiamo andando avanti con il progetto Reggiane off che ci permetterà di avere maggiore controllo sull’area con un piano di contrasto a chi spaccia e di ricollocazione delle persone che vivono nell’area abbandonata». —

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