Gazzetta di Reggio

Reggio

Il bilancio 

Gli istituti tecnici volano a discapito dei professionali

Il dirigente dell’ufficio scolastico Bernardi: «Prevalgono le scelte più conservative che sembrano  lasciare aperte più strade  in una prospettiva futura»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «La scelta degli studenti reggiani mantiene una distribuzione leggermente più omogenea rispetto al dato nazionale, sebbene la forbice tra licei e professionali si sia sempre più ampliata negli anni, sfiorando quest’anno i 20 punti percentuali». È il commento della vicepresidente della Provincia con delega all’Istruzione, Ilenia Malavasi. «Mentre in Italia il 57,8% sceglie un indirizzo liceale, il 30,3 per cento un tecnico e il 11,9 per cento un professionale, nella nostra provincia il liceo viene scelto dal 41,2% degli studenti, l’area tecnica del 37,3%, il professionale dal 21,5 per cento».

Secondo Malavasi, «in particolare nella nostra provincia le iscrizioni ai licei risultano stabili rispetto all’anno scorso, mentre a livello nazionale si riscontra una crescita dell’1,5 per cento. L’istruzione tecnica, in Italia pressoché stabile rispetto all’anno scorso, a Reggio Emilia aumenta significativamente dell’1,7 per cento. Gli iscritti agli istituti professionali a Reggio Emilia diminuiscono (-1,8 per cento rispetto all’anno scorso), analogamente, ma in modo più incisivo, a quanto accade nell’intero Paese (-1 per cento)».

La Regione Emilia-Romagna si posiziona all’ultimo posto insieme al Veneto per iscritti ai licei (48,2 per cento di iscritti), mentre risulta al terzo posto per iscritti agli indirizzi tecnici (36 per cento) e al primo posto tra le regioni italiane per iscritti ai professionali (15,8 per cento).

«Rispetto al dato regionale, la provincia di Reggio Emilia è ancor più orientata verso il segmento tecnico-professionale, che accoglie quasi il 60 per cento delle domande di iscrizione per l’anno scolastico 2021/22, mentre a livello regionale tale percentuale è di poco superiore al 50 per cento», conclude la vicepresidente della Provincia.

Un’analisi è confermata anche dal dirigente dell’ambito territoriale di Reggio Emilia dell’Ufficio scolastico dell’Emilia-Romagna, Paolo Bernardi, che interpreta così il dato nazionale che conferma la crescita dei licei: «In un periodo di forte incertezza e di disorientamento collettivo come quello che stiamo vivendo, prevalgono in generale le scelte più conservative, quelle che, almeno nel sentire comune, sembrano lasciare aperte più strade in una prospettiva futura».

Per Bernardi, «il prevalere, in percentuale, della scelta liceale è confermato anche a livello locale, pur se in dimensioni più contenute, e con il dato del tutto eclatante del “boom” dello scientifico opzione “scienze applicate”. Si conferma anche da noi la crisi dell’istruzione professionale, che dal 2018/19 ha intrapreso un percorso di riforma e di ricerca di una nuova identità, e che quest’anno in particolare è stata penalizzata, a causa delle restrizioni imposte dai protocolli sanitari, dalle obiettive difficoltà incontrate nella realizzazione di effettive esperienze di stage in azienda». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google