I bimbi adottano le pietre d’inciampo «Bisogna curarle»
GUASTALLA. «Siamo andati alla pietra che si inciampa»; «si chiama pietra d’inciampo perché così quando arrivi lì dalla pietra, inciampi sopra e vedi che c’è quella cosa che bisogna pulirla»; «vuol dire che bisogna curarla… ricordare»; «sì, perché c’erano i cattivi con la guerra e facevano male alle persone»; «si vede il nome degli umani che sono morti». Queste le frasi dei bambini e delle bambine del nido d’infanzia “Iride” e della scuola dell’infanzia comunale “Arcobaleno”, che hanno partecipato alla Giornata della Memoria attraverso alcune iniziative organizzate in collaborazione con Comune di Guastalla, Anpi Guastalla e Istoreco.
I bimbi hanno deciso di adottare le pietre d’inciampo dislocate nella città, in particolare quella in piazza Mazzini davanti all’ingresso di palazzo ducale, quella a pochi metri di distanza in via Martiri di Belfiore e la pietra incastonata in via Cavallo. Così accompagnati da educatrici e insegnanti, si sono recati in questi luoghi per prendersi cura di queste pietre, pulirle, lucidarle, riflettere sul loro significato, ascoltare letture e poesie sul tema della Memoria alla presenza del sindaco Camilla Verona e del vicesindaco Matteo Artoni.
In particolare, al nido Iride hanno scelto di celebrare la giornata in modi diversi nelle varie sezioni: leggendo “Auschwitz” di Francesco Guccini, narrando la poesia “C’erano uomini” di Maria Ruggi, adattata in un racconto illustrato, portando delle crete fatte dai bambini e dalle bambine sulla pietra d’inciampo di Ivo Carra, leggendo il libro “Abbasso i muri” di Giuliano Ferri.
I bimbi della scuola dell’infanzia Arcobaleno, invece, dopo aver osservato e pulito la pietra d’inciampo davanti a palazzo ducale, si sono seduti in cerchio intorno al “nodo di Salomone” nel cortile interno dell’antica residenza dei Gonzaga e hanno letto il libro “Immagina... la guerra” di Pimm Van Hest.
«Prendersi cura di questa Giornata, adottando una pietra d’inciampo – spiegano le educatrice – è stata l’idea suggerita da Istoreco. Ci è sembrato un ottimo modo per avvicinare i bambini a un tema così importante e nello stesso tempo tanto complesso e profondo. Attraverso gesti, quali la pulizia della pietra, i bambini sono entrati nella storia, nello specifico la storia del loro territorio attraverso conoscenza e memoria. Luoghi familiari e incontrati più volte con la scuola, in famiglia e con gli amici, da oggi verranno vissuti e visti con occhi diversi perché ciò che si vede dipende da come lo si guarda e perché la cura di un gesto porta con sé la cura dei pensieri che apriranno strade nuove nelle loro menti. Strade di vita, cultura e storia. Strade di futuro per non dimenticare». —
M.P.
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