«I più penalizzati sono i giovani le donne e i precari»
REGGIO EMILIA. «I dati sul trend dell’occupazione così come i dati diffusi dall'Inps sull’utilizzo della cassa integrazione (ricordiamo che si parla di 420 milioni di ore nel 2020 in Emilia- Romagna) sono impietosi e mostrano l'effetto di una pesantissima crisi sociale e occupazionale innescata dalla pandemia che colpisce duro trasversalmente tutti i settori e tutta la forza lavoro, con particolare accanimento sulle donne, sui giovani e sui precari». Lo sottolinea Valerio Bondi responsabile della contrattazione della Cgil di Reggio Emilia. Secondo i dati Istat, in Emilia Romagna il tasso di disoccupazione a settembre 2019 era pari a 5,3%; mentre nel terzo trimestre 2020 è pari a 6,7% (+ 1,4). Anche in questo caso, come nel resto del Paese, i dati sono particolarmente negativi per le donne: nel terzo trimestre 2019 il tasso di disoccupazione era pari al 6,6% (4,2 per gli uomini), e nel 2020 è diventato 8% (5,6% per gli uomini).
Il tasso di occupazione nel terzo trimestre 2019 era pari a 69,9%, mentre in quello del 2020 è pari a 68,4%. E anche in questo caso il dato è più negativo per le donne che passano dal 63,4% (uomini 76,5%) del terzo trimestre 2019, al 61,7% (uomini 75%) del terzo trimestre 2020. Se valutiamo l’intero 2019 il tasso di disoccupazione generale in Emilia Romagna è stato pari al 5,5%, quello dei giovani (15-24 anni) è stato pari al 18,5%.
«È evidente - aggiunge Bondi – che sarà per noi centrale la richiesta di proroga del blocco dei licenziamenti oltre il 31 marzo e di dotarsi di ammortizzatori sociali universali semplici nei meccanismi di utilizzo, primo fra tutti l'estensione e la rimodulazione dei contratti di solidarietà che rappresentano l'unico strumento efficace per combattere i licenziamenti e la macelleria sociale».
Infine aggiunge: «Vorrei essere molto chiaro su un punto, infine. Quale che sarà la data nella quale cesserà il blocco dei licenziamenti nessuno pensi che da lì in avanti la festa è aperta e liberi tutti. È stato sottoscritto in Regione il “Patto per il lavoro” che contiene un impegno preciso sulla questione, affermando che è impegno dei sottoscrittori (Regione, Associazioni di impresa, Sindacati) favorire il maggior utilizzo possibile degli ammortizzatori ed evitare le procedure di licenziamento unilaterale». Per Bondi, «questo deve essere il nostro riferimento, questa deve essere la pratica da tradurre in concreto sul nostro territorio, se si vuole evitare con responsabilità di tutti l'apertura di uno scontro sociale molto profondo». —
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