Rimane in carcere Gaetano Lombardi l’uomo che sparò in centro storico
Il 17 ottobre in piazza del Monte fece fuoco contro un gruppo di giovani. Aveva chiesto i domiciliari ad Acerra
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. Resta in carcere Gaetano Lombardi, 43 anni, autore della clamorosa sparatoria in piazza Del Monte del 17 ottobre scorso. Gli avvocati difensori Liborio Cataliotti e Giovanni Bianco hanno presentato una richiesta di attenuazione della misura cautelare proponendo i domiciliari ad Acerra (Napoli), luogo di origine dell’imputato dove tuttora vivono i genitori, ma i legali dei ragazzi contro cui ha sparato hanno espresso parere contrario e il Gip, Dario De Luca, ha dato loro ragione, respingendo l’istanza di attenuazione della misura.
Lombardi, che alle 23 di sabato 17 ottobre tirò fuori dalla giacca una pistola risultata rubata e fece fuoco all’impazzata contro un gruppo di ragazzi sconosciuti (“colpevoli” di avergli risposto malamente per una mancata precedenza sul marciapiede), è accusato di tentato omicidio plurimo, lesioni gravi, ricettazione e detenzione abusiva di arma comune da sparo. «Sono stati maleducati, mi è scattato qualcosa», aveva ammesso il 21 ottobre scorso nell’udienza di convalida seguita al rapido arresto. A suo dire la pistola, una Beretta 950 calibro 6.35 trovata già ricaricata e nascosta sotto al lavandino, l’avrebbe recuperata da un cassonetto; proprio sull’arma è in corso una perizia balistica voluta dal pm Laura Galli.
Dopo un tentativo andato a vuoto con il Tribunale del Riesame, gli avvocati di Lombardi sono tornati all’attacco chiedendo i domiciliari per Lombardi. Giacomo Fornaciari, avvocato di Eddine Salah Bensetira (il ventenne finito in prognosi riservata per una pallottola che gli ha trapassato un polmone) e di altri tre aggrediti, ha espresso la propria contrarietà in una memoria difensiva, sottolineando il pericolo di reiterazione, la personalità dell’imputato e la modalità dei fatti.
Il Gip Dario De Luca ha accolto questa tesi e ha confermato il carcere per Lombardi, gravato da alcuni precedenti per reati contro il patrimonio e da segnalazioni della polizia per una separazione contrastata costellata di querele e controquerele. Secondo il Gip «nessun elemento di novità è stato addotto», perciò «non si ravvisa alcun motivo» per un giudizio diverso da quello espresso dal Riesame. Il giudice ha quindi richiamato e ribadito l’originaria ordinanza. —
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