Un tesoro al museo 40 auto d’epoca che fanno del paese la “città dei motori”
È il patrimonio gestito dalla Scuderia San Martino per il quale è stato assegnato il titolo sotto l’egida dell’Anci
SAN MARTINO IN RIO. Non solo la rocca che guarda e protegge San Martino in Rio. Tra le tante cose delle quali vantarsi, infatti, i sammartinesi possono parlare di “città dei motori”. Non è un semplice slogan ma è la vera e propria realtà. Il Comune, infatti, è stato uno dei primi Comuni d’Italia a fondare “Città dei motori”, l’associazione istituita nel 2008 che riunisce, sotto l’egida dell’Anci, 30 Comuni italiani che hanno nel territorio una vocazione motoristica.
San Martino è l’unico nella provincia di Reggio Emilia, e questa tradizione vuole continuarla nonostante le difficoltà della pandemia. Proprio a San Martino in Rio è iniziata una lunga storia che è destinata a continuare nel tempo e rivoluzionarsi, seppur mantenendo ben salde le proprie origini e tradizioni. Il museo dell’automobile di San Martino in Rio è il più antico d’Italia e si conserva nel tempo anche grazie al lavoro della Scuderia San Martino che si occupa, tra le tante cose, di portare in giro le auto storiche.
A parlare di questa lunga tradizione è Roberto Vellani, presidente della Scuderia. «Da San Martino in Rio – racconta – son passate 600 tra le più belle auto del mondo. L’idea nasce da Domenico Gentili di Bologna, che cercava un deposito per le macchine e l’ha trovato a San Martino in Rio. Qui ha anche trovato uno dei suoi amici, tale “Barighin”, pseduonimo di Emilio Storchi Fermi, che girava l’Italia a raccogliere macchine vecchie». Sono tantissime le star del cinema, e non solo, che negli anni hanno visitato San Martino in Rio. «Negli anni ’60 e ’70 – continua Vellani – qui c’era un centro culturale, ma con la morte di Barighin, nel 1975, c’è stato un netto calo, con la chiusura dello stabilimento e la conservazione delle auto in un deposito privato, fino alla riapertura nel 1982. Nel 1993, poi, c’è stata l’espansione della superficie dell’edificio (oggi di 650 metri quadrati , ) dove sono ospitate 40 macchine».
Ai giorni d’oggi il museo di via Agide Barbieri è chiuso al pubblico a causa delle restrizioni del Coronavirus ma, nel tempo, le visite a quello che è un patrimonio nazionale sono state numerose. Si contano, infatti, circa 7.500 visitatori medi l’anno. Un numero incoraggiante che, se si pensa al fatto che le macchine, grazie alla Scuderia, girano l’Italia in importanti manifestazioni del genere, ha portato al riconoscimento di “Città dei Motori”.
«Ci visitano tante scuole e università. Oltre ad essere nella “Città dei Motori” dell’Anci, siamo anche nella “motor valley” e vogliamo mantenere questa tradizione storica. Con la pandemia sono spariti i nostri raduni. Abbiamo certe iniziative culturali da mettere in atto nel 2021, ma aspettiamo che ci dicano se si possono fare». Il museo quindi conserva le auto e la Scuderia le fa muovere. La Scuderia spera di poter tornare a farlo al più presto per far riscoprire a tutta Italia che San Martino in Rio è anche la “Città dei Motori”. —
Luca Giuseppe Murrone
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