“Contratto di Fiume” tra i tanti enti locali per evitare alluvioni come a Lentigione
« È uno strumento utile ai territori che mira a raggiungere gli obiettivi richiesti dalle direttive europee in materia di acque»
VETTO. Nei giorni scorsi è nato il “Contratto di fiume” del torrente Enza. Organizzato dall’Autorità di Bacino distrettuale del Po assieme alla Regione Emilia Romagna, il primo incontro online ha visto il confronto sulle tematiche che coinvolgono i tanti Comuni dell’area. Erano presenti il segretario dell’Autorità, Meuccio Berselli, e l’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo; sindaci e amministratori dei Comuni di Brescello, Bibbiano, Campegine, Carpineti, Casina, Castelnovo Monti, Canossa, Corniglio, Gattatico, Lesignano Bagni, Monchio delle Corti, Montecchio, Montechiarugolo, Neviano, Palanzano, Parma, Poviglio, Quattro Castella, San Polo, Sorbolo Mezzani, Tizzano, Traversetolo, Vetto e Ventasso. Presenti anche esponenti di Consorzi di bonifica Emilia Centrale e Parmense, Aipo, Arpae, Province di Reggio e Parma, Parchi Appennino tosco-emiliano, Emilia Occidentale e Bacini imbriferi montani.
Il “Contratto di fiume” serve a individuare, in tempi precisi, tutti i valori ambientali, produttivi, professionali e storici che possono condurre le amministrazioni locali a formalizzare strategie partecipate. Da statuto, il Contratto di fiume è un accordo tra soggetti che hanno responsabilità, dirette e indirette, nella complessa gestione e nell’uso delle acque, nella pianificazione del territorio e nella tutela dell’ambiente.
«Il Contratto di fiume – spiega Berselli – è uno strumento utile ai territori che mira a raggiungere gli obiettivi richiesti dalle direttive europee su acque e alluvioni, supportando e promuovendo politiche e iniziative concrete volte a consolidare comunità fluviali resilienti, riparando e mitigando, almeno in parte, le pressioni dovute all’urbanizzazione sregolata o alla mancanza di infrastrutture idonee. Va puntualizzato che, nell’immediato l’attenzione, va sicuramente posta sulla difesa del territorio per evitare quanto accaduto nel 2017 a Lentigione, sui mutamenti della morfologia del torrente che incide sul resto. Infine, sulla necessità di compensare il rilevante deficit idrico emerso dal recente studio mirato dell’Autorità con azioni virtuose e con lo stoccaggio dell’acqua quando c’è». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google