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Covid, in Emilia-Romagna si punta a 45mila vaccinazioni al giorno

Covid, in Emilia-Romagna si punta a 45mila vaccinazioni al giorno

Presentato il piano vaccinale della Regione. Bonaccini: "Abbiamo una organizzazione che addirittura può superare il milione di vaccinazioni al mese"

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BOLOGNA. «È inutile adesso provare a fare promesse rispetto ai numeri, credo che i cittadini si vogliano sentir dire da chi può dirglielo che abbiamo una organizzazione che addirittura può superare il milione di vaccinazioni al mese». Lo ha detto il presidente dell' Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, rispondendo alle domande dei cronisti al termine della presentazione del piano vaccinale anti Covid regionale.

«Entro febbraio-inizio marzo avremo completato questa prima fase - ha aggiunto Bonaccini - che riguarda oltre mezzo milione di emiliano romagnoli. Solo gli ultraottantenni sono più di 360mila. Poi si parte subito con un'altra parte della popolazione. Voi sapete che se si arrivasse attorno al 75% della popolazione sarebbe immunità di gregge, quindi noi potremmo essere messi la prossima estate da un punto di vista di fiducia anche molto bene». Il sistema sanitario regionale pubblico «è in grado di arrivare persino a 45mila vaccinati al giorno. Ciò vorrebbe dire che noi siamo in grado entro l'estate - ha spiegato il presidente dell'Emilia-Romagna - di vaccinare tutti quanti se le dosi ci fossero. Dopodiché bisogna evitare di illudere la popolazione, e dire che siamo in grado di fare tutto quello che serve rispetto a tutte le dosi che arriveranno».

IL PIANO. Fino a 45mila dosi di vaccino al giorno, oltre 1,3 milioni al mese, col dispiegamento possibile quotidiano di 75 team e oltre 1.000 operatori in oltre 70 punti vaccinali da Piacenza a Rimini. È quanto il sistema sanitario regionale può garantire in presenza delle dosi di vaccino necessarie. Un ritmo di somministrazioni che permetterebbe di immunizzare tutti gli emiliano-romagnoli entro l'estate.

Con la priorità, una volta terminata l’attuale fase 1, che viene estesa anche alle forze dell’ordine, data alle fasce di popolazione più esposte al Covid: anziani, persone con più di 60 anni, quelle con patologie croniche, a rischio di malattie gravi o morte, disabili, insegnanti e personale scolastico ad alta priorità.

E’ l’organizzazione messa a punto nel Programma di attuazione del piano vaccinale nazionale contro il Coronavirus della Regione Emilia-Romagna, definito, anche sulla base delle indicazioni ministeriali e della gestione commissariale, con l’individuazione di tempi, luoghi, modalità organizzative di somministrazione del vaccino, fasce di popolazione.

Quello della Regione è un programma flessibile, strutturato su quattro scenari diversi, perché basato sulla quantità di vaccini consegnati settimanalmente dalle case farmaceutiche (Pfizer Biontech, Moderna, AstraZeneca e J&J), ma che prevede da subito una struttura organizzativa in grado di fare appunto 45mila dosi al giorno.

Una macchina complessa, con un’organizzazione pensata nel dettaglio e un cronoprogramma preciso messo a punto conle Aziende sanitarie e Ospedaliere del territorio, illustrata ai presidenti dei Gruppi consiliari in Assemblea legislativa, ai sindacati di categoria e, nel pomeriggio di oggi, ai firmatari del nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima.

IL PERSONALE

A supporto e a sostituzione parziale dell’attuale personale delle Aziende sanitarie già operativo sulle vaccinazioni, si potrà fare affidamento su ulteriore personale di prossima disponibilità: 5.200 medici in formazione specialistica per un mese ciascuno, cioè circa 750 medici al mese; medici assunti tramite call nazionale della Struttura commissariale a tempo determinato, per 9 mesi rinnovabili, quindi fino a 1.132 operatori (tra medici e infermieri); di questi, entro febbraio saranno operativi nella nostra regione i primi 187 operatori, così ripartiti sul territorio: Ausl Piacenza 13; Ausl Parma 19; Ausl Reggio Emilia-Irccs 22; Ausl Modena 30, Ausl Bologna 37, Ausl Imola 6, Ausl Ferrara 13, Ausl Romagna 46.

Potranno inoltre essere siglati, a livello nazionale o regionale, specifici accordi sul coinvolgimento dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta e le singole Ausl avranno la possibilità di prevedere la collaborazione con le associazioni di volontariato / protezione civile del proprio territorio.

Il modello organizzativo permette la somministrazione fino a 45mila dosi al giorno, sulla base della quantità di vaccini consegnati settimanalmente dalle case farmaceutiche, attraverso l’utilizzo flessibile di punti vaccinali, l’impiego di operatori vaccinatori, il ricorso ai team necessari. Sono quattro i possibili scenari considerati.

Scenario 1 - 10mila dosi al giorno, 12 complessivamente i punti vaccinali attivi da Piacenza a Rimini e 120 gli operatori vaccinatori (17 i team attivi, con 233 persone impiegate tra medici, vaccinatori, diluitori, amministrativi, operatori sociosanitari e volontari).

Scenario 2 – 20mila dosi al giorno, in 42 punti vaccinali distribuiti fra tutte le province e 240 operatori (33 team e 467 persone impiegate complessivamente).

Scenario 3 – 30mila dosi al giorno, in 50 punti vaccinali, con 350 operatori vaccinatori (50 team e 700 persone impiegate).

Scenario 4 – 45mila dosi al giorno, in 70 punti vaccinali, con 525 operatori vaccinatori impiegati (75 team e 1.050 operatori coinvolti). 

É prevista anche la vaccinazione a domicilio dei cittadini; ad esempio, per pazienti domiciliati che non sono in grado di raggiungere la sede vaccinale e persone inserite in strutture residenziali-disabili, pazienti psichiatrici, comunità e carceri.

LE SQUADRE

Il team vaccinale standard conta un totale di 14/16 operatori: 2 medici, 5 infermieri/assistenti sanitari per la vaccinazione, 1 infermiere addestrato per la diluizione, 2/4 amministrativi, 2 Oss, 2 volontari (facoltativi in base all’organizzazione della struttura). Considerando 5 minuti per vaccinazione, deve eseguire 300 vaccinazioni in un turno di 6 ore.

Il team vaccinale mobile standard è formato da 2/4 operatori: 1 medico e 1/3 infermieri o assistenti sanitari per la vaccinazione. Considerando 15 minuti per atto vaccinale (compreso il tempo di viaggio), deve eseguire 48/72 vaccinazioni in un turno di 6 ore.


 

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