«Ok il sovrappasso Attenzione alta affinché si realizzi»
L’associazione di San Bernardino da anni al lavoro per la soluzione della questione sicurezza sulla provinciale
NOVELLARA. «Abbiamo il piacere di informarvi che anche grazie alle iniziative intraprese dalla nostra associazione e da tutti voi sostenute, il Comune di Novellara è stato contattato dalla dirigenza di Fer per organizzare un primo incontro nel quale verrà illustrato il progetto del sottopasso che l’azienda intende mettere in opera nei pressi del pericoloso passaggio a livello di San Bernardino».
Questo il messaggio che ieri i responsabili dell’associazione “Terreni nuovi” hanno diffuso ai soci, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta della notizia della progettazione dell’infrastruttura che dovrebbe mettere fine ai problemi di sicurezza e viabilità dell’incrocio tra le provinciali 81 e 42, attraversato dalla ferrovia.
Quando si abbassano le sbarre si creano pericolosi incolonnamenti su due strade molto trafficate. Molti anche gli incidenti, alcuni dalle conseguenze mortali, verificatisi a sbarre alzate. L’associazione “Terreni nuovi” è nata nel 2019 da un centinaio di residenti di San Bernardino con lo scopo di portare alla luce i problemi strutturali che da anni affliggono la frazione novellarese, cercando anche di individuarne le soluzioni in maniera condivisa attraverso l’assemblea dei soci e il dialogo costruttivo con le istituzioni.
Dalle parole della vicepresidente Chiara Magnani e del consigliere Luciano Manfredotti, si capisce come l’associazione possa legittimamente intestarsi parte del merito del risultato. «Dopo aver usufruito – spiegano – di una consulenza tecnico-legale con Asaps (Associazione sostenitori e amici della polizia stradale) di Forlì, da sempre impegnata per sensibilizzare la cittadinanza sulla sicurezza stradale, per tutto il mese di ottobre 2020 abbiamo fatto un monitoraggio del traffico dalle 7 alle 19 sulla pericolosa e vetusta provinciale 81, un lungo rettilineo stretto e ammalorato che attraversa la frazione lambendo molte abitazioni. Ci siamo autotassati per acquistare l’attrezzatura necessaria per fare questo rilevamento, da cui abbiamo calcolato che al giorno in media passano 70 mezzi pesanti (bilici e autoarticolati) su una strada inadeguata per quel tipo di traffico, e circa 870 mezzi (auto e furgoni) che spesso sfrecciano a velocità sostenute».
«A quel punto – continuano Magnani e Manfredotti – ci siamo mossi in due direzioni, contattando la Provincia per evidenziare la pericolosità della strada e Fer per segnalare il pericoloso incrocio che collega le due provinciali nei presso del passaggio a livello. A novembre abbiamo avuto una videoconferenza con l’ingegner Valerio Bussei, dirigente provinciale del settore infrastrutture e mobilità, cui abbiamo presentato i risultati del nostro monitoraggio e la raccolta di 200 firme (praticamente tutti i residenti maggiorenni di San Bernardino, ndr) in cui chiedevamo la chiusura della provinciale 81 ai mezzi pesanti e l’installazione di un tutor nel tratto più urbanizzato (circa due chilometri e mezzo) per mitigare la velocità del traffico. Bussei ci ha appoggiato inoltrando il nostro materiale alla prefettura, ente preposto a decidere in merito, dichiarandosi ottimista sull’esito delle nostre richieste. Speriamo davvero di poter avere buone notizie nel giro di un anno per mettere fine a un problema che si sta trascinando da troppo tempo» .
«Poi – aggiungono – ci siamo poi messi in contatto con l’ingegner Carlo Alberto Lunghi di Fer che da Ferrara, sede del quartier generale dell’azienda, è venuto ad incontrarci a San Bernardino. Ha ascoltato quanto avevamo da dire, ha fatto un sopralluogo dell’incrocio e ha acquisito molto materiale: i nostri dati sul traffico, la nostra petizione, le foto che documentano incolonnamenti e incidenti, articoli di stampa. Lunghi ci ha detto che l’abbiamo contattato in un momento molto propizio, in quanto l’imminente elettrificazione della linea Reggio Emilia–Guastalla e la conseguente riorganizzazione del traffico passeggeri su rotaia rendono necessaria la riconfigurazione dell’incrocio di San Bernardino. Ora, abbiamo piacevolmente appreso del progetto di un sovrappasso che renderebbe indipendenti il traffico su rotaia e quello su gomma, mettendo in sicurezza tutta l’area». «Siamo alle fasi iniziali di questo progetto che ancora non è stato finanziato – concludono – e sappiamo che ci vorranno anni per vederlo realizzato, motivo per cui terremo alta l’attenzione sul tema perché il progetto non finisca nel “dimenticatoio”». —
Alessandro Cagossi
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