Appello a notai e commercialisti «Attenti alle operazioni anomale»
REGGIO EMILIA. Il 90,6% delle segnalazioni di operazioni sospette proviene da banche, Poste, altri intermediari e operatori finanziari, mentre il restante 9,4% è riferibile a segnalanti “non finanziari”.
In quest’ultima categoria si collocano anche i professionisti (notai, avvocati, commercialisti e revisori), che, a livello nazionale, hanno prodotto nel 2020 il 3,2% delle segnalazioni rispetto al 4,8% dell’anno precedente, in controtendenza quindi rispetto agli istituti bancari che, anzi, hanno segnato un lieve incremento.
Occorre sottolineare che si tratta di un trend nazionale, dovuto non certo alla malafede ma soprattutto al superlavoro dal punto di vista delle incombenze fiscali d’urgenza che l’anno caratterizzato dall’emergenza Covid ha comportato per notai, commercialisti e consulenti.
Proprio per sensibilizzare i professionisti che si interfacciano con operazioni economiche potenzialmente sospette, giovedì scorso si è svolto in prefettura una riunione dedicata al monitoraggio del fenomeno del riciclaggio per sensibilizzare i professionisti.
All’incontro, presieduto dalla prefetta di Reggio Emilia, Iolanda Rolli, hanno partecipato il presidente del Consiglio notarile di Reggio Emilia, Maura Manghi, e il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Reggio Emilia, Corrado Baldini, oltre al comandante provinciale della guardia di finanza, il colonnello Edoardo Moro, che è partito dalla disamina dei numeri nazionali per assicurare la disponibilità dei suoi uomini nella formazione e nell’aggiornamento degli iscritti agli Ordini professionali, per corsi in materia di politiche e strumenti di prevenzione del riciclaggio.
La prefetta Iolanda Rolli ha evidenziato che la provincia reggiana è un territorio economicamente ricco e che fa gola al crimine organizzato: non a caso la nostra città occupa l’ottavo posto tra le province italiane, in rapporto alla popolazione, nella graduatoria stilata da “Il Sole-24 Ore” per numero di reati, commessi nel 2019, di riciclaggio e reimpiego di denaro di provenienza illecita.
Da parte loro, Maura Manghi e Corrado Baldini hanno confermato di mantenere alta l’attenzione sugli obblighi imposti dalla legge ai professionisti: dall’adeguata verifica della clientela – l’identificazione, tra l’altro, è stata rafforzata causa Covid – e delle persone che presenziano o “accompagnano” i firmatari con dubbie finalità.
I rappresentanti di notai e commercialisti reggiani si sono detti pronti a cogliere gli elementi anomali di cambi societari o altre operazioni e si sono impegnati a segnalare, in caso di fondato sospetto, eventuali operazioni di riciclaggio, fermo restando il rispetto della riservatezza.
Secondo la normativa, infatti, l’eventuale segnalazione ai finanzieri è coperta dalla riservatezza: nemmeno il magistrato può sapere il nome del professionista segnalante se non tramite decreto motivato. —
Am.P.
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