È morto a 67 anni Renzo Fornaciari titolare della trattoria Orchidea
Vezzano. Tutta la comunità vezzanese così come anche quella dell’intera fascia collinare reggiana piangono l’improvvisa scomparsa di Renzo Fornaciari. Il 67enne era molto conosciuto non solo per il carattere solare, ma anche per il suo lavoro di ristoratore, tanto apprezzato da tutti.
Era arrivato in paese da ragazzo nei primi anni Settanta quando suo padre aprì un ristorante pizzeria in Siberia, un quartiere storico di Vezzano, e poi in centro. Era diventato famoso per le sue specialità in particolare per le tigelle, tanto che per poter sedere al suo ristorante bisognava prenotare e aspettare giorni prima di riuscirci. Una decina di anni fa, per ragioni di spazio, si trasferì e aprì una trattoria a Puianello “L’Orchidea” dove non si smentì, anzi i clienti aumentarono e anche i dipendenti, che arrivarono fino a sette.
L’ultimo anno, con la pandemia, ha sofferto così come tanti collegi ristoratori, ma da imprenditore valido contava di superare questo momento.
Poi, giovedì mattina, il malore che purtroppo si è rivelato fatale.
Tutto è successo circa a metà mattina quando in paese è circolata la voce di un ambulanza e automedica nella zona residenziale di Sant’Antonio dove lui abitava, con la moglie Donatella. Poi la tragica notizia che in un baleno si è diffusa. È deceduto nella sua bella casa, sulle alture di via Berlinguer .
Tanti i commenti sui social che lo ricordano con affetto e tanto rammarico. «Se ne andato Renzo un pezzo della ristorazione reggiana... Avrebbe voluto sicuramente rivederci tutti nella mitica “Orchidea”, ma purtroppo la riapertura dei locali è arrivata troppo tardi» scrivono.
Ieri pomeriggio nel cimitero nuovo di Coviolo, a Reggio Emilia, si sono svolti i funerali. Tante le persone che hanno voluto presenziare all’ultimo saluto e prima ancora tante quelle che sono andate presso la sua abitazione di Vezzano.
Renzo Fornaciari lascia la mamma novantenne che abita a Milano e che era presente alle esequie, la moglie Donatella Ambrogi, i parenti e tantissimi amici ed estimatori. —
D.A.
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