In arrivo 5.200 specializzandi da ruotare mensilmente
BOLOGNA. «Una struttura organizzativa e compatta pensata in ogni minimo dettaglio». È con questa frase che il presidente della Regione Bonacini e l’assessore alle politiche per la salute Raffaele Donini hanno definito il programma vaccinale della Regione. A supporto e a sostituzione parziale dell’attuale personale delle Aziende sanitarie, già operativo sulle vaccinazioni, si potrà fare affidamento sulla prossima disponibilità di 5.200 medici in formazione specialistica per un mese ciascuno, cioè circa 750 medici al mese, medici assunti tramite call nazionale della Struttura commissariale a tempo determinato, per 9 mesi rinnovabili, quindi fino a 1.132 operatori (tra medici e infermieri); di questi, entro febbraio saranno operativi nella nostra regione i primi 187 operatori, così ripartiti nelle varie Ausl: 13 a Piacenza, 19 a Parma, 22 a Reggio Emilia, 30 a Modena, 37 a Bologna, 6 a Imola, 13 a Ferrara e 46 sul territorio romagnolo. Potranno inoltre essere siglati, a livello nazionale o regionale, specifici accordi sul coinvolgimento dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta e le singole Ausl avranno la possibilità di prevedere la collaborazione con le associazioni di volontariato e protezione civile del proprio territorio.
Il modello organizzativo permette la somministrazione fino a 45mila dosi al giorno e sono stati considerati 4 quattro possibili scenari. Il primo prevede 10mila dosi al giorno, 12 complessivamente i punti vaccinali attivi da Piacenza a Rimini e 120 gli operatori vaccinatori (17 i team attivi, con 233 persone); il secondo e il terzo rispettivamente: 20mila dosi al giorno, in 42 punti vaccinali distribuiti fra tutte le province e 240 operatori (33 team e 467 persone impiegate complessivamente) e 30mila dosi al giorno, in 50 punti vaccinali, con 350 operatori vaccinatori (50 team e 700 persone impiegate). L’ultimo, invece, prevede 45mila dosi al giorno, in 70 punti vaccinali, con 525 operatori vaccinatori impiegati (75 team e 1.050 operatori coinvolti). Rimane la possibilità concreta della vaccinazione a domicilio dei cittadini per pazienti che non sono in grado di raggiungere la sede vaccinale e persone inserite in strutture residenziali- disabili, pazienti psichiatrici, comunità e carceri. Sono invece due i team vaccinali pensati ad hoc: quello standard che conta un totale di 14/16 operatori: 2 medici, 5 infermieri/assistenti sanitari per la vaccinazione, 1 infermiere addestrato per la diluizione, 2/4 amministrativi, 2 oss, 2 volontari su un turno di 6 ore e quello mobile standard formato da 2/4 operatori: 1 medico e 1/3 infermieri o assistenti sanitari per la vaccinazione in un turno di eguale tempo. Il ruolo di coordinamento del piano vaccinale è svolto dalla Regione che ha una funzione di raccordo con le istituzioni nazionali e con le strutture regionali che coordinano i servizi delle Ausl; inoltre è punto di riferimento per le Aziende territoriali rispetto a tutti gli ambiti relativi ai vaccini e infine svolge un ruolo di monitoraggio dell’attività e della conseguente efficacia della campagna. —
N.N.
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