La Regione: «Pronti a vaccinare tutti ma devono arrivare le dosi necessarie»
Bonaccini e Donini presentano il piano e snocciolano le cifre: «Puntiamo a 45.000 vaccinazioni al giorno»
Nicole Nasi
BOLOGNA. Fino a 45mila dosi di vaccino al giorno, oltre 1,3 milioni al mese, con il dispiegamento possibile quotidiano di 75 team e oltre 1.000 operatori in oltre 70 punti vaccinali da Piacenza a Rimini. Sono questi i numeri del piano vaccinale della Regione Emilia Romagna presentato ieri mattina dal presidente Stefano Bonaccini e dall’assessore alle politiche per la salute Raffele Donini. Un ritmo di somministrazioni che permetterebbe di immunizzare tutti gli emiliano-romagnoli entro l’estate. Quello della Regione è un programma che può subire variazioni strutturato su quattro scenari diversi perché basato sulla quantità di vaccini consegnati settimanalmente dalle case farmaceutiche - Pfizer Biontech, Moderna, AstraZeneca e J&J - ma che prevede da subito una struttura organizzativa compatta.
Su tutto il territorio, da Piacenza a Rimini, sta proseguendo la prima fase, protratta oltre i tempi previsti a causa dei problemi di consegna delle dosi da parte delle aziende produttrici, che inizialmente era riservata solo a coloro che lavorano nel ramo medico-sanitario, ai volontari del soccorso e agli ospiti delle Cra, ma grazie alla disponibilità di dosi di vaccino AstraZeneca, è stato possibile estenderla anche alle forze dell’ordine. In questi giorni è già partita la vaccinazione alle persone ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi se di età uguale o superiore agli 80 anni. La Regione ha già chiesto al Governo di inserire in questa fascia prioritaria anche le persone con disabilità al 100% non autosufficienti, in particolare quelli con patologie per le quali il Covid rappresenta un rischio di salute grave ed è sul tavolo la proposta di includere anche i caregiver.
La seconda fase è basata su criteri anagrafici e di priorità, comprende infatti oltre alle persone over 80 non vaccinate in precedenza, quelle in fascia d’età tra i 60 e i 79 anni, e ancora persone con immunodeficienza e/o fragilità di ogni età, gruppi sociodemografici a rischio significativamente più elevato di malattia grave o morte, personale scolastico, docente e non docente “ad alta priorità”.
La terza fase sarà rivolta a insegnanti e personale scolastico rimanente, lavoratori di servizi essenziali, carceri e luoghi di comunità e a persone con comorbidità moderata di ogni età. La quarta fase vedrà la campagna vaccinale estesa alla popolazione rimanente, ossia quella dai 16 anni ai 59 anni. Solo sulla base delle forniture attuali, a marzo saranno immunizzate oltre 500mila persone ed entro giugno tutta la popolazione a rischio. Tutti i cittadini dagli 80 anni in su riceveranno a casa, dalla prossima settimana, una lettera a firma del presidente Bonaccini in cui saranno spiegate le modalità di prenotazione e a partire da lunedì 15 febbraio, saranno molteplici i canali possibili per effettuarla: cup, farmacie cup, prenotazione telefonica, fascicolo sanitario elettronico, portale regionale salute. Per gli altri la possibilità di prenotazione sarà attivata progressivamente sulla base del piano vaccinale e senza prescrizione del medico curante. —
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