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Lavoro condiviso e innovazione. Il futuro nell’ex palestra Dodi

Cristina Orsini
L'ex palestra Dodi a Correggio che diventerà un incucatore di idee per under 30
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L'ex palestra Dodi a Correggio che diventerà un incucatore di idee per under 30

Parte il percorso partecipativo per la trasformazione dell’edificio da tempo chiuso. La sindaca: «Abbiamo stanziato 650mila euro, sarà un incubatore di idee»

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CORREGGIO. Una palestra vecchia, da tanto inutilizzata perché danneggiata profondamente dal terremoto del 2012, da trasformare in un incubatore di idee, laboratori, spazi coworking, per gli under 30 della città. «E così facendo, dare un’idea di futuro, attraverso una prospettiva e un nuovo spazio che oggi manca, ai nostri giovani in procinto di uscire da un anno difficilissimo».

Ilenia Malavasi, sindaca di Correggio, il progetto “Palestra delle idee” lo presenterà alla città, ai giovani, alle scuole, a studenti e docenti, alle associazioni di categoria e all’Università, a partire dal’11 febbraio prossimo, quando partirà – grazie a una serie di videoconferenze – il percorso partecipativo «che ci dovrà condurre – spiega Malavasi – a riempire di contenuti questa idea che intendiamo sviluppare su quattro parole chiave: innovazione, incontro, scuola e impresa». Regista del percorso sarà l’architetto reggiano Francesco Bombardi, docente del dipartimento di ingegneria di Unimore e progettista di “Fab-lab” di Reggio Emilia.

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Di che si tratta è presto detto: di ragionare tutti assieme, sia dal punto di vista dell’intervento edilizio, ma soprattutto da quello dei contenuti, del progetto di ristrutturazione dell’ex palestra Dodi, edificio storico, oggi inagibile, situato in via Vittorio Veneto, in pieno centro storico non lontano dal Convitto nazionale, un grande spazio rettangolare con due ali che una volta ospitavano gli spogliatoi. In quello spazio «seguendo quello che avevamo già scritto nel nostro programma elettorale – continua Malavasi – dove ci eravamo dati l’obiettivo di sostenere talenti e creatività giovanile, vogliamo realizzare un incubatore di idee e di start up per giovani, in collaborazione con le imprese del territorio e le loro associazioni di categoria, con l’obiettivo di creare una connessione forte tra i bisogni dei giovani e il mondo del lavoro».

I fondi per la trasformazione dell’ex palestra sono già stati trovati: 650mila euro di risorse comunali, da investire in due anni: del 2021 per la messa in sicurezza dell’edificio e altri 400mila nel 2022 per l’allestimento interno, con spazi d lavoro, di ricerca, laboratori, computer, stampante 3D, arredi «che siamo moderni, flessibili, creativi e funzionali – dice Malavasi – alle esigenze di sviluppo degli under 30».

E c’è un progetto, in particolare, che la nuova casa delle idee dovrebbe far crescere. «Si tratta – continua la sindaca – di sviluppare in senso ambientalista la vocazione industriale del territorio che è tra i più importanti distretti della plastica. Coinvolgendo le aziende e mettendole a confronto con la creatività dei ragazzi, si potrebbe sviluppare un nuovo progetto di riciclaggio della plastica in un’ottica di economia circolare».Quando poi la palestra delle idee prenderà corpo e soprattutto slancio «si potrà pensare – conclude Malavasi – alla creazione di un’associazione di giovani che gestisca e organizzi lo spazio, così da creare anche nuovi posti di lavoro». Ma questo è il futuro, ora, l’importante, è cominciare.




 

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