Reggio Emilia, residenti infuriati per una nuova antenna telefonica accanto alle case
Cittadini in protesta ieri mattina in via Portella delle Ginestre: «Cantiere spuntato dal nulla, temiamo per la nostra salute». Il Comune: «Verificheremo»
REGGIO EMILIA. Una mobilitazione spontanea, organizzata nel giro di un paio di giorni e che ha richiamato in strada molti residenti della zona, uniti da un solo coro di protesta: «Noi qui il 5G non lo vogliamo».
Da 48 ore un cantiere sorto velocemente in via Portella delle Ginestre, nei pressi dell’incrocio con via della Canalina, sta suscitando negli abitanti del quartiere sconcerto e timore. La grossa base di cemento, su cui è stata costruita una gabbia in ferro, ospiterà infatti un palo e delle antenne che fungeranno da impianto Srb: le stazioni radio base che servono come ripetitori per la telefonia mobile.
I lavori, racconta il residente Ino Sassi, «sono stati un blitz. Nel giro di 48 ore hanno messo in piedi questo blocco di cemento armato per l’istallazione di un palo di circa un metro e mezzo di diametro. Sarà alto 34 metri e ospiterà dei ripetitori ricetrasmittenti per il 5G, tutto davanti a palazzi distanzi appena 40 metri».
Palazzi in cui, spiegano i cittadini infuriati, vivono un centinaio di famiglie. «È inaccettabile – prosegue Sassi – perché ora saremo bersaglio di radiazioni elettromagnetiche che danneggiano la salute dei cittadini».
Il danno, però, sarà anche economico: «C’è gente che ha appena comprato casa e che, se avesse saputo che ci sarebbe stato un pilone del genere, non lo avrebbe fatto. Ora gli appartamenti verranno svalutati come minimo del 30-40 per cento, nessuno vuole abitare dove ci sono questi interventi. Siamo disperati».
Disperazione condivisa anche da Valeria Bigliardi, a nome del comitato della Canalina: «Ci eravamo costituiti già nel 2005 contro l’installazione di queste antenne. All’epoca era stato proposto di metterle sopra i nostri condomini, essendo molto alti, e tutti avevamo detto di no, compreso il Comune. E oggi scopriamo che in sordina è stato concesso un permesso per realizzare questa cosa qua? Siamo davvero sconcertati, allibiti».
La richiesta, prosegue Sassi, è quella di spostare il cantiere più distanze dai palazzi: «C’è un parco poco più avanti che è libero, ci sono tanti altri posti dove si possono mettere queste antenne, si tratta solo di avere buona volontà e cercare una posizione che sia di minor impatto ambientale. Sia trovata un’altra sistemazione, questo è un obbrobrio. Ci rivolgiamo al Comune, alla Regione che ha dato l’autorizzazione, all’Arpa che ha concesso il permesso, non c’è stato nessuno che sia venuto a spiegare cosa viene fatto e che impatto avrà per noi».
Una protesta, quella dei residenti di via Portella delle Ginestre, che è stata recepita dall’amministrazione comunale con la promessa di «rapide verifiche» e di una risposta «lunedì», domani. Nel frattempo però le richieste dei cittadini sono state abbracciate anche dalle opposizioni e in primis da Paola Soragni, consigliera comunale del Movimento 5 stelle, da sempre attenta ai temi ambientali: «Come sempre il Comune non ha interpellato i cittadini direttamente interessati prima di erigere un impianto sopra le loro teste. La trasparenza non è proprio il loro forte. Come Movimento abbiamo presentato stamane un accesso agli atti per capire quali richieste e autorizzazioni siano state date».
In campo anche il gruppo Rec, Reggio Emilia in Comune, che attacca: «La cosa più imbarazzante? Da 15 anni i residenti del quartiere declinano ogni offerta dei gestori per installare antenne sopra i tetti. Dicono da anni “no” a offerte private che coprirebbero, ad esempio, spese condominiali. Mettendo davanti l’interesse collettivo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
